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Il monito della giunta del Mali alla Francia: "Ritiratevi senza indugio"

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Di Euronews
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Conferenza sul Sahel, febbraio 2022
Conferenza sul Sahel, febbraio 2022   -   Diritti d'autore  IAN LANGSDON/AFP

Via dal Mali e anche in fretta.
Il giorno dopo l'annuncio del disimpegno delle truppe francesi, la giunta militare maliana ha chiesto di accelerare i tempi. 

In un annuncio alla televisione nazionale, il portavoce dell'esecutivo del Mali ha detto che i risultati dei nove anni di presenza militare della Francia e dei suoi alleati europei contro la minaccia jihadista nel Paese non sono stati soddisfacenti.

"Ritiratevi senza indugio"

"Il governo invita le autorità francesi a ritirare senza indugio le forze dell'operazione Barkhane e le forze speciali europee Takuba dal territorio nazionale sotto la supervisione delle autorità del Mali" ha sollecitato il portavoce Abdoulaye Maïga.

Immediata la replica del presidente francese Emmanuel Macron: "La decisione di ritirare le truppe dal Mali, che è il risultato di un cambiamento della situazione politica e delle scelte sovrane della giunta in carica in Mali, sarà applicata in buon ordine e in modo che si continui a garantire, durante questo periodo, la sicurezza della missione Minusma e la sicurezza di tutte le nostre forze armate schierate oggi in Mali. Sulla sicurezza non ci sarà compromesso neppure per un secondo".

Quale futuro per la missione delle Nazioni Unite, Minusma

Quasi 2.500 soldati francesi sono attualmente in Mali.

Il loro ritiro e lo smantellamento delle basi potrebbero richiedere diversi mesi, tra 4 e 6 secondo il presidente francese, o anche il doppio, dicono gli esperti. 

Sul futuro di Minusma, la missione delle Nazioni Unite nel Paese emergono altri dubbi, sollevati dal **presidente senegalese, Macky Sall. **

Sall ha ricordato che si tratta di una forza di pace, che non ha né l'attrezzatura né il mandato per fare la guerra. Chi li proteggerà?" ha insistito il Capo di Stato senegalese.

Il Senegal fornisce 1/10 dei 13.000 uomini che compongono oggi Minusma.

Le aggressioni degli islamisti

Nel frattempo, questa settimana, un gruppo affiliato all'organizzazione del sedicente Stato islamico ha ucciso circa 40 civili maliani in una regione settentrionale del Paese, dilaniata da scontri tra jihadisti.

"Ci sono almeno 40 morti civili in tre siti diversi" nelle vicinanze di Tessit, a poche decine di chilometri dai confini con il Burkina Faso e il Niger, ha detto all'AFP un funzionario civile della zona, il cui nome non è stato rivelato per ragioni di sicurezza.