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La FAO prova a salvare gli afghani, distribuendo semi agli agricoltori

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Di Cinzia Rizzi  Agenzie:  FAO
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Un agricoltore afghano prepara i semi inviati dalla FAO
Un agricoltore afghano prepara i semi inviati dalla FAO   -   Diritti d'autore  FAO

L'Afghanistan si sta spegnendo, giorno dopo giorno. A mancargli non è solo l'aria della libertà che aveva prima dell'arrivo dei talebani, ma soprattutto il cibo. Il Paese sta attraversando la peggior crisi alimentare al mondo, con oltre la metà della popolazione - circa 23 milioni di persone - che quest'anno avrà bisogno di aiuti. La crisi economica, le difficoltà di accesso al cibo e l'inverno rigido minacciano la sopravvivenza degli afghani.

L'80% delle persone si trovano nelle comunità rurali, dove si vive di agricoltura. Questo settore, però, è uno di quelli che sta soffrendo maggiormente al momento. La capacità degli agricoltori di produrre cibo per sé e per gli altri è sempre piú limitata, a causa in particolare della siccitá e dello scarso accesso agli input agricoli.

La FAO ha iniziato a distribuire mangime per il bestiame e soprattutto semi per la coltivazione del grano in 31 delle 34 province afghane. "Il settore del grano ha davvero sofferto molto quest'anno, a causa della siccità e dell'implosione economica", spiega Richard Trenchard, rappresentante della FAO in Afghanistan. "Per questo gli agricoltori hanno avuto enormi difficoltà nel produrre cibo per sé stessi e per il mercato, ma anche nel produrre sementi per il prossimo raccolto. Siamo stati in grado di dare agli agricoltori semi e anche fertilizzanti. Questo assicurerà loro di avere cibo e anche che il grano sia sul mercato. Grazie a questo avranno sementi di buona qualità anche per le prossime stagioni".

La FAO, che sta anche formando tecnicamente gli agricoltori perché siano più autonomi, ha lanciato un appello urgente alla comunitá internazionale: servono 100 milioni di euro, per raggiungere cinque milioni di afghani entro primavera. Prima che per loro sia troppo tardi.

Video editor • Cinzia Rizzi