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Afghanistan, sempre più diffusa la compravendita di organi

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Di euronews
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Ridotto allo stremo dopo vent'anni di occupazione militare statunitense, l'Afghanistan affonda sempre di più nella povertà, dopo la fuga dei contingenti militari occidentali. Così sono sempre di più coloro che pur di sottrarsi alla fame, vendono i propri organi su un mercato clandestino, tanto criminale quanto diffuso.

Ahmad Shekaib fa il medico e sottolinea come privarsi di un organo generi sul medio e lungo periodo seri problemi di salute. "Nel nostro paese non è una cultura diffusa, quella della donazione del rene, quello che accade si spiega solo con il bisogno economico"

Dal 2001 si sapeva del traffico d'organi

Le notizie su espianti clandestini di organi, soprattutto da bambini, circolavano già nel 2001, quando la stampa occidentale accusava i taleban di finanziarsi anche con un traffico clandestino attraverso il Pakistan. Vent'anni dopo il fenomeno si è radicato, e perfino nei piccoli villaggi ci sono persone che hanno venduto un rene. "Non potevo andare a chiedere l'elemosina, e così ho deciso di andare in ospedale a vendere un rene. Con questi soldi posso dare da mangiare ai miei figli per un poco", dice.

Oltre ad attrarre i poveri, la compravendita d'organi inAfghanistan è anche dietro centinaia di casi di sequestro e omicidio di bambini e adolescenti, i cui corpi spesso vengono ritrovati privi di cornee, reni e a volte anche del cuore. Secondo fonti locali, un rene vale circa 3500 dollari.

Trapianti clandestini, un affare per i ricchi occidentali

Il sistema dei trapianti clandestini richiede un complesso apparato organizzativo e logistico, che se da un lato deve essere tenuto nascosto, dall'altro risulta difficile da occultare del tutto. Così tracce di questo mercato criminale emergono in diversi ambiti. Quasi sempre i destinatari degli organi sono ricchi e a volte cittadini occidentali, che riescono a beneficiare di prezzi stracciati. Sugli espianti clandestini, in ogni caso effettuati da medici compiacenti, non pesano i costi sanitari, né i vincoli giuridici, e nemmeno gli oneri assicurativi.