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Scrivere insieme l'Europa che vorremmo

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Di Gregoire Lory  & Euronews
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Scrivere insieme l'Europa che vorremmo
Diritti d'autore  euronews

L'Europa che vorreste per oggi, ma soprattutto per domani e dopo domani. Dallo scorso maggio, tutti i cittadini dei paesi dell'Unione sono stati invitati a dire la propria sul progetto europeo, nell'ambito di quella che è stata battezzata la "Conferenza sul futuro dell'Europa". Per parlare di questa iniziativa, Euronews ha intervistato la vice-presidente della Commissione Europea, che ne guida i lavori, Dubravka Šuica.

"Sono soddisfatta della partecipazione - ci dice -. Siamo nel pieno della pandemia. Attirare i cittadini perché partecipino a una simile iniziativa non è facile. Visto però che organizziamo ogni evento in formato ibrido, in presenza e in streaming, sono assolutamente soddisfatta. Soprattutto poi perché tutto è diffuso su piattaforme digitiali, disponibili in 24 diverse lingue dell'Unione Europea". "E così - visto che viviamo in un'era digitale, e che una delle priorità della Commissione è proprio "l'Europa digitale", i cittadini possono entrare in contatto con noi anche attraverso questi canali. Cittadini che quindi possono comunicare con noi, condividere le loro idee, esprimere i loro commenti, o addirittura organizzare eventi. In questo momento sono oltre 4.5 milioni i cittadini che interagiscono con noi, in questa maniera. Sarei tentata di dire che è già un buon numero, ma certo vogliamo promuovere ancora meglio e sempre di più questa conferenza. E lo dico anche per invitare sempre di più a raggiungerci su queste piattaforme digitali per esprimere le proprie preoccupazioni, speranze, paure, idee. E questo, ovviamente, qualsiasi idea si abbia sull'Europa in cui vogliamo vivere e lavorare".

European Commission
La pagina in italiano per partecipare agli eventi della "Conferenza per il futuro d'Europa"European Commission

"L'Italia fra gli stati membri più attivi"

"Gli stati membri più attivi sono Germania, Francia, Belgio e anche Italia. L'Europa Orientale potrebbe fare meglio, ma ponderando partecipazione e taglia dei diversi paesi, direi che stanno facendo bene anche loro. L'importante è però soprattutto che tutti participino. Abbiamo organizzato questa conferenza sul futuro d'Europa perché vogliamo davvero ascoltare i cittadini. Il loro voto, ogni quattro o cinque anni, non basta. Vogliamo dar loro voce per sentire cosa pensano".

Qui tutte le istruzioni per partecipare

"Si sa poco di Europa. Ridurre il divario fra azione della politica e percezione dei cittadini"

Eberhard Grossgasteiger via Pexels
RIdurre il divario fra azione della politica e azione dei cittadini, fra i primi bisogni espressi dalla Conferenza sul futuro d'EuropaEberhard Grossgasteiger via Pexels

Grégoire Lory, Euronews

"Cosa la colpisce del rapporto parziale, emerso dalla conferenza? Quali sono le principali ambizioni, idee o preoccupazioni espressa dai cittadini che hanno partecipato?".

Dubravka Šuica

"A colpirmi è soprattutto il fatto che molti dicono di non sapere molto dell'Europa e delle istituzioni europee. E che mancano insegnanti, con la preparazione necessaria per poter informare adeguatamente su questi temi. A mancare sono quindi spesso le basi necessarie a maturare un'identità europea. E questo credo che sarà uno dei punti che sottolineeremo nelle conclusioni della conferenza. La necessità insomma di ridurre questo divario fra quanto l'Europa fa per i cittadini e quanto i cittadini percepiscono dell'Europa. Questo è sicuramente uno dei nostri obiettivi: ridurre questa distanza, che ancora separa noi l'azione di noi politici dalla percezione che ne derivano i cittadini".

A partecipare soprattutto uomini, istruiti, fra 19 e 40 anni

Luis Quintero via Pexels
Il progetto si conclude il 9 maggio 2022. Ma si ragiona sull'eventualità di renderlo permanenteLuis Quintero via Pexels

Euronews

"Chi sta rispondendo al vostro appello? Avete già un'idea dei profili?

Dubravka Šuica

"Disponiamo già di una serie di elementi che emergono dalle piattaforme multilinguistiche digitali. Si tratta però di dati parziali ed è meglio quindi non anticipare niente. Non voglio poi dire niente sulle conclusioni che si profilano, per non influenzare gli altri cittadini e dar loro modo di esprimersi liberamente. Tutto è però sulla pagina delle piattaforme digitali. A partecipare sono finora soprattutto uomini, con un alto livello di istruzione, fra i 19 e i 40 anni e quindi compiutamente "digitalizzati". Dati di per sé già interessanti e che confermano che la partecipazione "di persona" sia sempre più efficace. Viste però le circostanze e la diffusione della variante Omicron, al momento non è però facile. Queste, comunque, le prime indicazioni, ma i risultati finali potrebbero essere altri".

E se questo laboratorio diventasse permanente?

Euronews

"Come vanno i dibattiti? Alcuni forse un po' movimentati? L'impressione è che talvolta i partecipanti vorrebbero disporre di più tempo o che con così tanti temi sul tavolo, non riescano poi a dire la loro".

Dubravka Šuica

"Alcuni avranno sicuramente questa impressione. Direi però che nel complesso, tutto è molto corretto e bene organizzato. Ogni partecipante dispone dello stesso tempo di parola, e questo è fondamentale, e può affrontare ogni tema, senza alcuna limitazione. Siamo aperti a interventi su qualsiasi argomento e il fatto poi di esser divisi in gruppi diversi, garantisce a ciascuno la possibilità di esprimersi. Certo si tratta di una formula che stiamo ancora sperimentando. Ci stiamo peraltro interrogando sulla possibilità di renderla permanente. Niente è però ancora deciso, perché si tratterebbe di integrare la democrazia partecipativa nei processi dell'Unione Europea".

L'appello della Commissione Europea a partecipare alla "Conferenza per il futuro d'Europa"

Euronews

"Quale la tempistica per il proseguimento del progetto??"

Dubravka Šuica

"In principio si prevedeva che questo progetto durasse due anni. Come ricorderete eravamo però in pieno lockdown e quindi è stato rimandato. Si è quindi ufficialmente iniziato lo scorso anno, in occasione della giornata dell'Europa e si concluderà quest'anno, nella stessa occasione. Molti cittadini mi chiedono: 'Perché chiuderlo?". Perché ci serve ancora la metà del nostro mandato per mettere in pratica quanto ci sarà suggerito e chiesto dai cittadini. È quindi soprattutto una questione di tempo. Rischieremmo di avvicinarci troppo alla fine del nostro mandato e poi di non aver tempo per fare niente. Il vero lavoro, per noi politici, comincerà quindi il 9 maggio, non appena avremo ricevuto le conclusioni e le raccomandazioni dei cittadini. Poi, per la prima volta, le tre le principali istituzioni europee si metteranno insieme al lavoro con un approccio comune, condiviso e consensuale".