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Inquinamento e smog, un'Europa divisa in due. Aria irrespirabile nei paesi dell'Est

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Di Debora Gandini
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Inquinamento in Europa
Inquinamento in Europa   -   Diritti d'autore  euronews

Polveri sottili, gas tossici e nocivi. L’aria che respiriamo va ripulita o le conseguenze saranno pesantissime. Secondo lOrganizzazione Mondiale della Sanità ogni anno ci saranno almeno circa 7 milioni di morti premature dovute agli effetti dell'inquinamento atmosferico.

Tra le città con i livelli di PM10 più elevati troviamo Zagabria, Bucarest, Salonicco e Belgrado. Mentre il primato per le massime concentrazioni di biossido di azoto va a Napoli seguita da Cracovia, Atene e Parigi.

La classifica è stata preparata sulla base dei sensori Airly e delle stazioni di monitoraggio ufficiali. Sono state analizzate solo le città con popolazione superiore a 500.000 abitanti. Secondo Wiktor Warchalowski, CEO e fondatore della piattaforma sono stati presi considerazione tutti gli agenti inquinanti, a partire dal particolato, il biossido di nitrogeno e altri.

“I dati mostrano che l'Europa orientale e centro-orientale hanno problemi diversi quando si tratta di inquinamento atmosferico rispetto all'Europa occidentale, a paesi come Francia o Regno Unito, quando il problema deriva da fattori come il traffico. Ci sono diversità tra i paesi ma l'inquinamento dell'aria resta il problema più nocivo e mortale per gli esseri umani".

Anche se secondo l’OMS diminuiscono le morti premature la guardia non va abbassata perché quella delle polveri sottili resta una delle grandi emergenze delle città. Con ripercussioni su molti settori.

“Dobbiamo pensare alle implicazioni economiche, dato che l'inquinamento atmosferico costa l'1% del PIL globale, mi riferisco a chi si ammala, alle cure mediche e alla riduzione della produttività”, sottolinea Wiktor Warchalowski. “Questo equivale a 300 dollari a persona in tutto il mondo. Questa è una statistica davvero inquietante. Ecco perché dobbiamo iniziare ad agire per ridurre l'inquinamento atmosferico a livello globale".

Secondo le nuove linee guida dell’OMS si potrebbero evitare, nella sola Europa, oltre 166mila morti premature all’anno, 114.000 in più rispetto all’obiettivo previsto con le precedenti linee guida del 2005.