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Gebrselassie: "Alle armi contro i ribelli del Tigré che vogliono distruggere l'Etiopia"

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Di Gioia Salvatori
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Haile Gebrselassie a un evento in supporto delle forze militari governative - Addis Abeba 27.11.2021
Haile Gebrselassie a un evento in supporto delle forze militari governative - Addis Abeba 27.11.2021   -   Diritti d'autore  AP/The Associated Press

In patria è un eroe nazionale. Il leggendario maratoneta e mezzofondista etiope due volte oro olimpico nei 10mila metri, Haile Gebrselassie, autore di numerosi record, spiega le ragioni di un annuncio che ha fatto il giro del mondo: la sua intenzione di andare a combattere contro i ribelli del Tigray. "Siamo fratelli e sorelle - dice - io non ho problemi con nessuno ma ho problemi con chi vuole abbattere la mia Etiopia, il mio Paese. Io sono contro di loro, mi dispiace ma sono contro".

Io non ho problemi con nessuno ma ho problemi con chi vuole abbattere la mia Etiopia, il mio Paese
Haile Gebrselassie
campione olimpico, mezzofondista e maratoneta

Ricorda di essere un maggiore di polizia quindi "non c'è molto da stupirsi nel vedermi imbracciare un' arma", condanna il governo per aver agito con lentezza contro i ribelli e le potenze occidentali che si girano dall'altra parte: "Come etiopi abbiamo una relazione con il resto del mondo: con gli americani da 100 anni lo stesso con la Germania e anche con la Francia da oltre 100 anni come con tanti altri Stati. Ora l'Etiopia ha un problema, come possono limitarsi a dire 'lasciate il Paese il prima possibile'? E' così triste".

Proprio questo è stato l'appello di diverse capitali occidentali per i cittadini residenti in Etiopia, infatti. Nel Paese il governo ha emanato lo stato d'emergenza e chiamato il popolo a una mobilitazione generale contro i ribelli del Tigray ormai arrivati a pochi chilometri dalla capitale Addis Abeba. 

Il primo ministro premio Nobel per la pace al fronte

Atleti etiopi di alto livello, parlamentari, dirigenti di partiti e di regioni hanno annunciato che avrebbero raggiunto il primo ministro al fronte. Il primo ministro etiope Abiy Ahmed, è andato sul fronte per condurre l'esercito contro i ribelli tigrini, dopo aver affermato che il martirio potrebbe essere necessario per portare il Paese alla vittoria. Il vice primo ministro, Demeke Mekonnen, ha assunto le sue funzioni e alti funzionari di Stato partiti per il fronte, ha ssicurato, idem verranno rimpiazzati. 

Abiy, vincitore del premio Nobel per la pace nel 2019, (per la fima di un accordo di pace con i leader eritrei che ha messo fine a una guerra decennale), aveva annunciato l’intenzione di “guidare le forze di difesa”, una tradizione quella di scendere in armi in prima persona, tipica della leadership etiope.