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La Bulgaria ci riprova: terzo voto dell'anno per il governo che non c'è

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Di redazione italiana
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La Bulgaria ci riprova: terzo voto dell'anno per il governo che non c'è
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Covid, elezioni legislative e presidenziali: un mix esplosivo in Bulgaria che domenica prossima cerca la quadra per trovare una maggioranza parlamentare in grado di rispondere anche all'emergenza sanitaria.

Si vota anche per scegliere il nuovo capo di Stato, l'attuale presidente Rumen Radev si ripresenta.

Fino a qualche settimana fa i sondaggi gli attribuivano oltre il 50% dei voti, (l'emergenza sanitaria ha cambiato le intenzioni di voto).

Le vicende dell'ultimo anno e il braccio di ferro tra presidente e la magistratura hanno sollevato critiche e proteste contro il presidente che, stando al giornalista bulgaro Damian Vodenitcharov, resta comunuqe una figura imprescindibile dell'attuale panorama politico bulgaro.

Un presidente garante ma anche molto di più

Anche perché, stando alcuni analisti, il braccio di ferro ha giovato al presidente. Criticato dai suoi avversari politici per aver incontrato gli stessi cittadini che lo criticavano.

Per Slavi Vassilev, analsita politico, "il presidente ha fatto quanto è nelle sue competeze, ha riconosciuto la richiesta della gente come legittima e l'ha sostenuta, questo ha fatto di lui una figura imprescindibile del panorama politico bulgaro; anche se non ha le stesse funzioni del premier".

Il presidente della repubblica è il garante della nazione, comandante in capo delle forze armate, anche in Bulgaria promulga, ma può anche porre veto alle leggi. Radev è stato accusato di cavalcare il malessere dei cittadini che per mesi sono scesi in piazza accusando il governo in carica del premier Boyko Borisov e del suo GERB 'Cittadini per uno sviluppo europeo della Bulgaria', di nepotismo e corruzione.

Stavolta ci sarà una maggioranza di governo?

Il panorama politico bulgaro rimane frammentato ed è difficile immaginare cosa uscirà dalle urne e se finalmente si arriverà a formare una coalizione di governo.

Slavi Vassilev sottolinea che la parola d'ordine della campagna elettorale è stata cambiamento. "Il cambiamento è stato al centro della vita politica di quest'anno. I partiti l'hanno riconosciuto e potrebbe essere la base di una coalizione in parlamento".

La parola d'ordine della politica bulgaro in quest'ultimo anno è stata cambiamento
Slavi Vassile

Le misure anti covid varate dall'esecutivo tecnico nominato dal presidente Rumen Radev per garantire un governo al Paese, dopo le due tornate elettorali andate a vuoto, sono risultate impopolari tra i cittadini refrattari anche ai vaccini (si stima che solo il 21% dei cittadini sia vaccinato). Non è escluso quindi un ritorno al passato nonostante l'ex primo ministro sia stato travolto da manifestazioni di piazza anti-corruzione e per un rinnovamento della classe politica.

Terza tornata per le politiche da aprile, Borisov oltre il 20 % nei sondaggi

Malgrado le proteste e le accuse in piazza dei mesi scorsi il movimento del leader di destra Boyko Borisov, Gerb 'Cittadini per uno sviluppo europeo della Bulgaria', è tornato a essere il primo partito con il 23% circa delle intenzioni di voto. Gerb resta isolato e una sua probabile vittoria difficilmente si tradurrà in una concreta possibilità di tornare al governo.

Le elezioni di aprile avevano di fatto decretato il tramonto del suo decennale dominio; nelle cosultazioni di luglio era emerso Slavi Trifonov, cantante, showman e animatore del movimento populista “C'è un popolo così”, che non è stato però capace di tradurre il capitale politico ottenuto dalle elezioni in un'alleanza con gli altri partiti della protesta formando una coalizione di governo.

Le altre principali forze politiche, dai socialisti alla destra liberale, sembrano mantenere le posizioni raggiunte nell'ultima tornata elettorale.

Il neo nato partito centrista Continuiamo il cambiamento, raccoglie sempre più alleanze e il voto è un atteso test per la formazione guidata dall'ex ministro dell'economia Kiril Petkov e dall'ex ministro alle finanze Asen Vasilev. Terzo dovrebbe posizioniarsi il partito socialista guidato da Kornelia Ninova. Comunque vada il tetris per la formazione di un nuovo governo è complesso ma un nuovo fallimento e la prospettiva di un quarto voto nello stesso anno, sarebbe inaccettabile per buona parte del corpo elettorale.