This content is not available in your region

Le famiglie afghane divise: chi è riuscito a lasciare il paese soffre

Access to the comments Commenti
Di Giorgia Orlandi
euronews_icons_loading
Le famiglie afghane divise: chi è riuscito a lasciare il paese soffre
Diritti d'autore  یورونیوز

Sono oltre 4000 i cittadini afghani fatti evacuare dall'Afghanistan dal governo italiano da fine agosto. Migliaia non sono riusciti a lasciare il Paese e sono ancora bloccati a Kabul. Molte famiglie sono state divise. La comunità internazionale vuole riprendere le evacuazioni il prima possibile, ma questa ipotesi deve essere discussa con i talebani tornati al potere.

Chi è riuscito a scappare si sta ricostruendo una nuova vita, tra sfide e paura. Come Ahmad. L’idea però che una parte della sua famiglia sia rimasta in Afghanistan è un pensiero fisso per lui. Ahmad è il nome che abbiamo scelto per proteggere la sua identità, da quando, pochi mesi fa, insieme alla moglie la madre e i figli è arrivato in Italia a bordo di un aereo militare italiano.

Ciascuna famiglia aveva un numero limitato di posti a bordo, così ci ha spiegato Ahmad, per questo le due giovani sorelle non sono riuscite ad imbarcarsi. Oggi vivono barricate in casa a Kabul, si nascondono dai talebani. “Non riesco a smettere di pensare a loro. Siamo molto preoccupati. Se fossero due maschi ci sentiremmo molto più sollevati perché sarebbero in grado di lasciare il Paese, fa notare Ahmad. Non solo siamo in pensiero per le mie due sorelle perché nessuno si sta occupando di loro, ma siamo in tensione per le altre donne che sono rimaste e che non possono lavorare.”

Giorgia Orlandi - euronews
Famiglia di rifugiati afghaniGiorgia Orlandi - euronews

La nuova vita dei rifugiati afghani tra paure e speranze

La famiglia di Ahmad appartiene alla minoranza sciita Hazara di origini mongole, da tempo perseguitata sia dai talebani che dall’autoproclamato Stato Islamico. Ad un destino già difficile si sono aggiunti i tragici eventi degli ultimi mesi.

“Negli ultimi quattro anni non mi sono mai allontanato da Kabul per andare nella mia città natale. Ho sentito che più di 100 persone all’interno della nostra comunità, tra cui anche delle donne sono state decapitate dai talebani.”

La madre di Ahmad da giorni non ha appetito e non riesce a dormire. Da quando è arrivata in Europa ha perso il sorriso. Ogni giorno parla con le figlie al telefono. “Sono felice di essere qui ma non riesco a smettere di pensare a loro. Sono donne e nessuno le segue. Ogni volta che ci sentiamo al telefono mi dicono che la situazione è pericolosa e che hanno sempre paura”

La sicurezza e la libertà

Per quanto sia difficile adattarsi ad un nuovo paese e ad una nuova cultura, oggi rispetto a prima, la famiglia si sente libera e vive in sicurezza. “Penso al futuro dei miei figli – dice Ahmad – qui hanno la possibilità studiare di avere un futuro. E’ molto meglio vivere qui dove siamo al sicuro. Le nostre vite non sono in pericolo”

Nessuno dei cinque figli ha vissuto sotto i talebani in passato, improvvisamente hanno smesso di sognare. “Non riesco a concentrarmi sulla mia vita non so cosa fare, ci racconta la figlia di Ahmad. Devo pensare solo a me stessa ? non ci riesco. E’ così dura per tutti coloro che sono rimasti in Afghanistan. Quando ero ancora là, il mio sogno era di diventare un politico ma adesso ho cambiato idea voglio diventare un’artista o un medico.”

Ma ciò che i figli di Ahmad e le nuove generazioni hanno conquistato negli ultimi anni, li fa sperare in un futuro migliore: “Sono convinta che un giorno andrò in Afghanistan e riuscirò ad aiutare il mio popolo e il mio paese, ne sono sicura.”

Giorgia Orlandi - euronews
Giovane afghana rifugiataGiorgia Orlandi - euronews