Tra Macron e Ocse: la "missione francese" di Antony Blinken, Segretario di Stato Usa

Antony Blinken ospite dell'OCSE a Parigi.
Antony Blinken ospite dell'OCSE a Parigi. Diritti d'autore Patrick Semansky/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Di Cristiano TassinariEuronews
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La dichiarazione del Segretario di Stato americano alla riunione per i 60 anni dell'Ocse: "Basta disuguaglianze tra paesi poveri e ricchi!". Incontro top secret con Macron per ricucire i rapporti Usa-Francia)?

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Un paio di buoni motivi per essere a Parigi, per Antony Blinken.

Potrebbe essere in missione speciale per ricucire le relazioni con la Francia e con il presidente Macron (anche se c'è già stata una telefonata "di pace" con Biden) dopo il recente accordo di sicurezza Aukus (e i sottomarini francesi "sfumati"...), ma il Segretario di Stato americano Antony Blinken (59 anni) è a Parigi anche per convincere i paesi più sviluppati del mondo a contrastare le disuguaglianze.

Alla riunione dell'OCSE, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (che celebra quest'anno i suoi 60 anni), Blinken ha dichiarato che Covid e cambiamento climatico stanno allargando il divario tra paesi ricchi e paesi poveri, ed è necessario agire.

"Abbiamo tutti una certa responsabilità per le disuguaglianze nel mondo".
Antony Blinken
59 anni, Segretario di Stato - Usa

Dichiara Blinken:
"Per decenni, i nostri paesi membri hanno misurato il successo economico principalmente in termini di aumento del PIL (Prodotto Interno Lordo) e dei mercati azionari, il che non riflette la realtà di milioni di famiglie che lavorano. Invece, la nostra crescita senza precedenti si è spesso accompagnata a una crescente disuguaglianza".

Patrick Semansky/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Il Segretario di Stato americano Antony Blinken durante il suo intervento all'OCSE.Patrick Semansky/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Quasi 140 paesi sono coinvolti nei colloqui finali dell'OCSE sulle misure per fermare le imprese che trasferiscono i loro profitti nei paradisi fiscali.
Si sta andando verso un accordo globale sulla tassazione delle multinazionali: l'accordo prevede un'aliquota del 15% dell'imposta sulle società.

Per venerdì è attesa la dichiarazione finale da parte dell'OCSE, dichiarazione che è già stata definita "storica".

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