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Roma, Policlinico Umberto I: il primo giorno della terza dose

La terza dose è arrivata!
La terza dose è arrivata! Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Cristiano Tassinari
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Nell'ospedale romano, primo giorno di somministrazione della dose, per 130 persone. Priorità per i pazienti che hanno subito interventi chirurgici di trapianto d'organo in passato e altri pazienti considerati fragili

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È arrivata la terza dose.

Le autorità sanitarie locali della regione Lazio, compresa Roma, hanno iniziato questo giovedì a somministrare la terza dose di vaccino Covid-19 ai pazienti più vulnerabili.

Al Policlinico Umberto I di Roma, 130 persone hanno ricevuto la terza iniezione nella giornata di giovedi 16 settembre.
E, secondo le autorità sanitarie regionali, altre 300 persone dovrebbero ricevere la loro dose entro la prossima settimana.

Il programma di vaccinazione per la terza dose di richiamo ha riguardato pazienti che hanno subito interventi chirurgici di trapianto d'organo in passato e altri pazienti considerati fragili.

Il dottor Massimo Rossi è il responsabile della chirurgia dei trapianti all'Umberto I:
""La terza dose del vaccino è importante perché i risultati che abbiamo, ad oggi, mostrano che una terza dose aggiuntiva aumenta significativamente la risposta immunitaria contro il Covid per coloro che hanno avuto un trapianto".

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"La terza dose di vaccino è molto consigliata ai pazienti più fragili".AP Photo

Secondo il Ministero della Salute italiano, la terza dose può essere somministrata già 28 giorni dopo la seconda dose per i più vulnerabili e fino a sei mesi dopo la normale doppia vaccinazione.

In Italia, per la terza dose, sono stati approvati solo due vaccini: Pfizer-Biontech, dai 12 anni in su, e Moderna, per chi ha almeno 18 anni.

Margherita Casarano, donna di 66 anni che ha ricevuto la terza dose di vaccino all'Umberto I: in passato ha avuto un trapianto di fegato.
Il suo augurio è di un pronto ritorno alla normalità:
"Ho ricevuto la terza dose di vaccino, sperando che ci si possa liberare al più presto di queste mascherine. Non le sopporto più, mi sento soffocare. Spero di possa tornare presto ad abbracciarci e a baciarci, tutti insieme, e a tornare a fare feste meravigliose come facevamo prima".

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"Non vedo l'ora di tornare ad abbracciarci e baciarci!"AP Photo
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