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Cannabis depenalizzata, il referendum della svolta: si vota solo on line

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Di Cecilia Cacciotto
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coltivazione di erbe terapeutiche
coltivazione di erbe terapeutiche   -   Diritti d'autore  Julio Cortez/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
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È il segno dei tempi che cambiano, un lancio con il botto quello della raccolta firme per il referendum sulla depenalizzazione della cannabis, che partito sabato scorso, ha raggiunto 330 mila firma nel giro di appena tre giorni

Segno dei tempi che cambiano, dicevamo, perché la raccolta delle firme è possibile solo on line attraverso il sito referendumcannabis.it. E da oggi sarà possibile firmare anche senza spid o carta d'identità elettronica , grazie al TrustPro.

Forse anche lo strumento ha agevolato un inizio sorprendente, queste le parole di Marco Perduca, dell'Associazione Luca Coscioni, promotrice della consultazione e raccolta firme, insieme a Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione e Antigone. (C'è stato poi anche l'appoggio di politici di +Europa, Possibile e Radicali italiani).

La raccolta firme è partita sabato scorso dopo il deposito il 7 settembre alla Corte di Cassazione del quesito referendario che propone di intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative per quanto riguarda la cannabis. Ma il cammino resta lungo. La data ultima per raccogliere e le 500 mila firma è il 30 settembre.

I referendum sono anche lotta per le regole e per l'informazione ai cittadini
Riccardo Magi, +Europa

"Come previsto dalla legge - ricordano infatti i promotori - le firme vanno raccolte dall’ 1 gennaio al 30 settembre dello stesso anno: una vera sfida, oggi più facile da vincere grazie alla firma digitale, che rappresenta una possibilità unica per la pratica della democrazia diretta".

Non manca l'appello diretto al governo perché non vi siano discriminazioni sulla consegna delle firme certificate entro il 30 ottobre, come per gli altri referendum presentati in Cassazione prima del 15 giugno.

"La firma digitale ha finalmente dato un senso anche politico ai social - Marco Perduca - E proprio sui social la cannabis è conosciuta e apprezzata tanto quanto se ne criticano le proibizioni. Per adesso, grazie alle 100.000 firme che in 24 ore hanno confermato convinzioni antiproibizioniste. Ma non fermatevi con le firme e con le donazioni, perché ogni firma ci costa un euro".

La firma digitale ha finalmente dato un senso anche politico ai social
Marco Perduca

L'istituto referendario è caro agli italiani, che da 1946 l'hanno utilizzato in varie occasioni, oggi come in passato è inoltre uno strumento politicamente trasversale che porta sullo stesso fronte partiti dall'anima più diversa.

"Gli italiani stanno dimostrando di voler cogliere una preziosissima occasione di partecipazione, di dibattito e di riforma - sottolinea Riccardo Magi di +Europa, nonché membro del comitato promotore del referendum - Oggi, come sempre, i referendum sono anche lotta per le regole e per l'informazione ai cittadini. Come promotori chiediamo che questo referendum non subisca discriminazioni per quanto riguarda i termini di tempo per il deposito delle firme".

Il parlamento non sta a guardare

Il referendum arriva in un momento particolare, maturo si potrebbe dire a guardare il lavoro parlamentare, infatti in commissione Giustizia alla Camera, lo scorso 8 settembre, è stato adottato il testo base della nuova legislazione sulla depenalizzazione della cannabis (presidente della commissione e relatore del testo Mario Pierantoni, M5s) e questo dopo un anno e mezzo di dibattiti e audizioni, (sono stati ascoltati medici, esponenti delle comunità terapeutiche, lo stesso procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, che in un intervista aveva ribadito: legalizzare le droghe leggere toglierebbe lo spazio alle mafie e che le norme italiane in materia “sono vetuste”).

L’iter per la sua approvazione è però ancora lungo e prima di poter essere portato in aula dovrà attraversare il voto sugli emendamenti.

Depenalizzazione nel resto del mondo

Sono diversi i paesi del mondo che hanno depenalizzato, legalizzato o liberalizzato l’uso della cannabis anche tra gli Stati membri dell'Unione europea. Misure che agiscono su due fronti: quello contro la criminalità organizzata che gestisce il mercato illegale e quello delle strategie suggerite dall’Onu, in riferimento a politiche pubbliche volte a ridurre gli effetti negativi che ricadono sui consumatori di sostanze, sul piano dell’offerta sanitaria, dell’inclusione sociale e legale, alternative alle rigide politiche di criminalizzazione.

Il 2020 è stato un anno particolarmente felice per la cannabis, dopo che la commissione per gli Stupefacenti delle Nazioni Unite l’ha rimossa dalla lista delle sostanze pericolose per la salute.