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Terrorismo: A vent'anni dall'11 settembre ancora minacce dall'Afghanistan

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Di Pedro Sacadura
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Terrorismo: A vent'anni dall'11 settembre ancora minacce dall'Afghanistan
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Vent’anni fa l’attentato alle Torri Gemelle. L’Europa rimase attonita di fronte allo spettacolo macabro, inconsapevole che sarebbe divenuta anch’essa vittima dell’ideologia estremista dei gruppi terroristici.

A distanza di anni sono molte le lezioni apprese, ma quali sono i progressi fatti nel campo della sicurezza e della prevenzione degli attentati? Lo abbiamo chiesto all’esperto d’intelligence strategica Claude Moniquet, che ricorda: non esistono ricette magiche per prevenire gli attentati. "Dal 2001 ad oggi sono stati fatti indubbiamente molti passi avanti – osserva Moniquet -. E purtroppo abbiamo dovuto imparare a reagire in fretta dopo gli attentati di Madrid e Londra quando è stata cambiata la legislazione in materia di terrorismo e sono state allocate anche più risorse. Oggi - prosegue l'esperto - la Francia ha una presenza nel Sahel, ad esempio, che in molti criticano, ma ha una funzione indubbiamente importante per garantire la sicurezza in Europa".

Il ritiro degli Stati Uniti dall'Afghanistan, dopo vent’anni di occupazione, lascia ora il campo ai talebani e altre forze islamiste e, secondo l’esperto, aumentano i rischi per l’Occidente.

"Ci sono due minacce principali - riprende Moniquet - la prima, limitata, è rappresentata dall’arrivo dei terroristi nei flussi migratori, così come accadde con i profughi siriani. Tra i responsabili degli attentati di Parigi e Bruxelles - ricorda l'esperto - si contano anche soggetti provenienti dalla Siria. La seconda minaccia - aggiunge Moniquet - è invece di natura ideologica: la caduta di Kabul è stata percepita come una vittoria per il jihad internazionale. Questo è innegabile, lo si vede chiaramente sui social network".

In Afghanistan sono presenti cellule di quel che resta di al-Qaeda e del sedicente Stato Islamico, rimasti orfani dei loro leader carismatici, con cui i talebani dovranno fare i conti. Ma questo non significa necessariamente che l’Occidente sia al riparo da possibili minacce.