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Lituania, Consiglio d'Europa: No a respingimenti illegali

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Di Jack Parrock
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Lituania, Consiglio d'Europa: No a respingimenti illegali
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La pressione dei migranti al confine tra Bielorussia e Lituania non diventi un'occasione per respingere illegalmente i richiedenti asilo. È questo il messaggio contenuto nella lettera scritta da Dunja Mijatović Commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, organismo che comprende molti Stati fuori dall'Unione europea, al governo lituano. Il riferimento è al recente stato d'emergenza dichiarato da Vilnius.

"Lo Stato d'emergenza - ha detto la Commissaria e giurista bosniaca - sospende tutte le garanzie previste dalla procedura internazionale, in particolare la presa in esame completa delle domande di protezione e l'assistenza legale da garantire agli aventi diritto, senza dimenticare che tutti i ricorsi contro le decisioni in materia d'asilo vengono sospesi".

La Lituania ha introdotto la nuova normativa in materia di difesa e migrazione all'inizio di agosto dopo che il presidente Lukashenko della vicina Bielorussia – ha dichiarato di voler inviare "migranti e droga nell'Unione europea" in risposta alle sanzioni imposte da Bruxelles per la repressione delle proteste politiche.

La Lituania, recentemente, ha denunciato la violazione della sovranità territoriale da parte delle guardie di frontiera bielorusse che hanno spinto migliaia di migranti ad entrare in Lituania.

La prima ministra lituana Ingrida Simonyte difende la sua legge approvata, a suo avviso, per snellire il procedimento di asilo ricordando che la maggior parte dei migranti entrati in Lituania sono iracheni, "non sono oggetto di persecuzioni in Bielorussia" ha detto, e vi possono quindi ritornare.

Tra i provvedimenti inseriti nello stato d'emergenza compare anche il controverso progetto di costruire una barriera lungo gli oltre 500 chilometri di confine che la Lituania condivide con la Bielorussia.