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Venezia, al G20 economico un primo affondo contro i paradisi fiscali

Venezia, al G20 economico un primo affondo contro i paradisi fiscali
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Aliquota minima globale sulle multinazionali e invesitimenti contro le crisi sanitarie: sono alcune delle questioni nell'agenda del G20 economico di Venezia

Venezia è la cornice del G20 economico: ministri delle finanze, governatori delle banche centrali, titolari di dicasteri di sviluppo si ritrovano nella città lagunare con un progetto: l’introduzione di un’aliquota minima globale (l'ipotesi è del 15%) sui profitti delle 100 multinazionali più grandi del mondo.

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Il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz si è detto fiducioso sulla possibilità che il provvedimento abbia buon esito: "Davvero un momento storico - commenta Scholz - la tassazione minima è un vero vantaggio per la democrazia e per l'equità. E ci darà la possibilità di porre fine alla corsa al ribasso".

Cosa accadrebbe se passasse l'aliquota al 15%? Si tratta di un regime che renderebbe meno appetibili i paradisi fiscali. Se un Paese decide infatti di tassare i profitti aziendali, ad esempio al 6%, il Paese dove risiede la multinazionale può incassare il rimanente 9%.
Seppure non si tratti di un'aliquota alta, secondo le prime proiezioni il prelievo dovrebbe in ogni caso assicurare un gettito aggiuntivo di 240 miliardi di dollari a livello globale, fino a 70 miliardi nella zona euro.

In agenda anche gli investimenti globali contro le crisi sanitarie: al centro del dibattito l'eventualità che i governi si impegnino ad aumentare i finanziamenti per la prevenzione con lo stanziamento complessivo di almeno 75 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.

Nel tweet: "Politici ed esperti internazionali si riuniscono a Venezia per il Simposio fiscale del #G20 per discutere su come la fiscalità possa contribuire ad affrontare il cambiamento climatico e le sfide ambientali. #G20Italia".

Fuori dall'Arsenale, dove si svolgono gli incontri, un gruppo di attivisti ha promosso un sit in proprio per sollecitare una riflessione sul clima. Seduti in mezzo alle strade, sui ponti e nelle piazze, gli ambientalisti chiedono un'azione urgente ai governi per far fronte al cambiamento climatico.

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