La voce dei rifugiati. In Camerun una radio trasmette storie di profughi

La radio dei rifugiati in Camerun
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Di Debora Gandini
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I programmi vengono registrati da un gruppo di giovani studenti. Il progetto è nato grazie anche ai contributi dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite

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Emmanuel Ambei è un esule del Ciad. Insieme alla sua compagna Coradie Mabelle arrivano negli studi di una radio a Yaoundé. E’ qui nella capitale del Camerun che un gruppo di giovani rifugiati ha deciso di iniziare a registrare programmi nell’ambito del progetto “Mégaphone”.

Con i contributi dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite questo team si è impegnato a realizzare un programma radio per parlare dei problemi dei profughi, di chi è costretto a lasciare il proprio Paese a causa di guerre e violenze. Giovani con la passione per il giornalismo e la comunicazione e il desiderio di poter dare un contributo a chi soffre.

“Siamo convinti che le persone migliori per parlare della questione dei rifugiati siano i rifugiati stessi. Siamo molto soddisfatti nel vedere l’entusiasmo di questi gruppi di ragazzi, motivati nel voler parlare della propria comunità”.
Xavier Bourgois
Portavoce UNHCR in Camerun

Emmanuel Ambei è uno studente rifugiato e ci spiega che l’obiettivo di questi programmi radio è riuscire a dare voce ai rifugiati, per far conoscere le storie agli altri e al mondo. “Noi noi ora ci troviamo in un posizione privilegiata e quindi possiamo dare un contributo forte ai nostri fratelli. Vorremmo che i rifugiati non si sentano abbandonati. La nostra speranza è che riescano a vivere la loro vita quotidiana con un camerunese”.

Il progetto Mégaphone è diretto da studenti rifugiati provenienti da diversi paesi come il Ciad e la Repubblica Centrafricana. Un’idea sostenuta anche dalle Nazioni Unite. “Siamo convinti che le persone migliori per parlare della questione dei rifugiati siano prima di tutto i rifugiati stessi”, ci spiega Xavier Bourgois, portavoce dell'UNHCR in Camerun. “Siamo molto soddisfatti nel vedere l’entusiasmo di questi gruppi di ragazzi. Tutti motivati sia nel campo della comunicazione, e motivati nel voler parlare della propria comunità”.

I programmi registrati verranno trasmessi dalla radio nazionale e da molti altri media dal 20 giugno, la Giornata mondiale del rifugiato. Il sogno di questi giovani è riuscire a creare una radio tutta loro. La voce dei rifugiati ma anche della speranza di una vita migliore.

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