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Calcio e politica: fuoco di paglia polemico sulla Crimea per Euro 2020

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La contestata magia ucraina
La contestata magia ucraina   -   Diritti d'autore  Federazione Calcio Ucraina
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Una provocazione per gli uni, giusta rivendicazione per gli altri: tanto discreta, in ogni caso, che nel momento della presentazione a Kyev hanno dovuto evidenziarla.

Fatto sta che i calciatori ucraini che tra un paio di settimane scenderanno in campo per gli Europei indosseranno la tradizionale casacca gialloblu, ma con un profilo geografico, una mappa appena visibile, dell'Ucraina con tanto di Crimea, e questo ha suscitato l'irritazione dei russi che della Crimea si sono appropriati, o l'hanno riportata in patria secondo i punti di vista. Tantopiù che sulla maglia ci sono anche due piccole frasi: "gloria all'Ucraina", scritto in piccolo vicino al colletto, e "Gloria agli eroi", scritto però all'interno della maglia, sicché non è visibile da altri e difficilmente potrebbe essere interpretato dall'UEFA come illecita manifestazione politica in ambito sportivo.

E d'altra parte è lo stesso portavoce presidenziale russo, Dimitri Peskov, a stemperare (dopo le irritate ironie della sua collega Zakharova): "lo sport è sport, siamo paesi fratelli e non ci saranno tensioni", ha detto.

Insomma il messaggio politico c'è ma molto discreto, lo hanno reso decisamente meno discrete le proteste russe e per fortuna i due Paesi non si scontreranno in campo, almeno nella fase iniziale. Sembra anche poco probabile lo scontro giudiziario, alla fine.