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Biodiversità: quello che stiamo facendo non è abbastanza!

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Il lago Balaton, il cui ecosistema è molto fragile e le cui rive sono in pericolo a causa di sviluppi speculativi, Ungheria
Il lago Balaton, il cui ecosistema è molto fragile e le cui rive sono in pericolo a causa di sviluppi speculativi, Ungheria   -   Diritti d'autore  Laszlo Balogh/LASZLO BALOGH
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L'umanità sta usando circa 1,6 volte la quantità di servizi che la natura può fornire in modo sostenibile. È quanto emerge da un rapporto del Programma dell'Onu per l'ambiente (Unep) e della Fao, presentato in occasione dell'avvio del Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino dell'ecosistema (2021-2030). In parole povere: bisogna fare di più di quello che stiamo facendo.

"Gli ecosistemi affrontano minacce enormi: le foreste vengono disboscate, i fiumi e i laghi inquinati, le zone umide e le torbiere prosciugate, le coste e gli oceani degradati e sovrasfruttati, solo per citare alcuni esempi", spiega Dominique Burgeon, direttore della divisione emergenze e resilienza della FAO presso le Nazioni Unite a Ginevra. "La conservazione di ecosistemi sani è essenziale, ma non sufficiente. Dobbiamo andare oltre e ripristinare tutti gli ecosistemi che possono essere ripristinati".

Nel prossimo decennio bisogna quindi ripristinare almeno un miliardo di ettari di terra degradati. Gli ecosistemi che richiedono ciò - oltre a terreni agricoli, foreste, montagne e aree urbane - sono anche acque dolci e oceani.

"La pandemia di Covid-19 ci ha appena ricordato che quando trattiamo male la natura, beh, ci sono delle conseguenze", dichiara Bruno Pozzi, direttore della divisione europea UNEP. "È quindi un'opportunità con i trilioni di dollari, di euro e di franchi svizzeri che stanno arrivando sul mercato, per accelerare un cambiamento e ricostruire in modo diverso, più verde e ripristinare i nostri ecosistemi".

Secondo il dossier di UNEP e FAO, i costi globali del solo ripristino terrestre sono di circa 200 miliardi di dollari all'anno entro il 2030.