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Parigi guarda all'Africa e alla sua economia in affanno

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Parigi guarda all'Africa e alla sua economia in affanno
Diritti d'autore  AFP
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Più di 20 capi di stato e di governo africani hanno tenuto colloqui a Parigi con i capi delle organizzazioni internazionali su come rilanciare l'economia del continente fiaccata dalla pandemia.

Al vertice, ospitato dal presidente francese Emmanuel Macron, hanno partecipato anche i massimi leader europei come il premier italiano Mario Draghi e rappresentanti di alto livello del Regno Unito, dell'Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti.

Come curare l'economia africana?

La discussione è stata focalizzata sulla ricerca di modi per iniettare miliardi di dollari nelle economie africane col sostegno di organizzazioni internazionali, tra cui il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e l'Unione africana. Macron ha invitato la comunità internazionale a stabilire un "nuovo accordo" per le nazioni africane.

"La pandemia COVID-19 ha e avrà un impatto enorme sull'economia del continente africano. Quest'anno, l'anno prossimo e, senza dubbio, gli anni a venire. Sarà più grande di qualsiasi crisi precedente (...) Le stime, che credo siano inferiori alla realtà, si aggirano intorno ai 300 miliardi di dollari di fabbisogno finanziario tra oggi e il 2025" ha detto il presidente francese.

Il problema dei vaccini

I leader hanno anche parlato della necessità di aiutare l'Africa ad accelerare la campagna di vaccinazione. Un'interruzione prolungata delle esportazioni di vaccini COVID-19 dall'India rischia di far deragliare gli sforzi di vaccinazione in corso in Africa. "Non c'è abbastanza mobilitazione da parte della nostra popolazione. Penso che ci siano alcune preoccupazioni perché i vaccini provengono dall'estero. Per questo penso che sia necessario puntare affinché vengano prodotti in Africa. Avrà un impatto importante sull'atteggiamento delle persone ": ha detto Felix Tshisekedi, presidente della Repubblica Democratica del Congo nonché attuale presidente dell'Unione africana.

L'appello per l'Africa

La conferenza era stata convocata sulla scia dell'appello dell'aprile 2020, firmato da 18 leader europei e africani, sull'impatto della crisi sanitaria in Africa. "L'Europa è particolarmente desiderosa di trovare soluzioni per l'Africa. Solo dieci giorni fa, la Francia avrebbe trasferito 5 miliardi di euro di riserve di valuta estera alla banca centrale degli stati dell'Africa occidentale. Il versamento fa parte di un processo deliberato per riformare il Franco CFA ... ma ciò che i presidenti africani chiedono a questo vertice, sono le soluzioni indipendentemente da dove provengano o dove si pensa si possano trovare .. " spiega Afolake Oyinloye di Euronews.

Il primo viaggio di Draghi premier a Parigi

L'arrivo di Draghi è stato annunciato da un Macron che ha percorso al contrario il tappeto rosso predisposto per gli ospiti per andare ad accogliere il premier italiano a braccia aperte. I due si sono fermati a discutere a lungo, cordialmente, l'accoglienza del presidente francese è stata a dir poco calorosa: "Ci conosciamo da tanti anni - ha spiegato poi Draghi lasciando la conferenza a fine lavori - abbiamo lavorato insieme su tantissime cose. Poi per me era la prima volta, non sono mai andato via dall'Italia, sono andato solo in Libia ma rientrando in giornata. Oggi è stata per me un po' la prima uscita".

Draghi ha sottolineato che, nonostante l'estrema cordialità quasi si trattasse di un bilaterale, non si è trattato di un faccia a faccia col presidente francese. Al centro, oggi, c'era l'Africa, per un progetto "molto importante" al quale il presidente del Consiglio aderisce in modo convinto, paragonandolo al piano di rilancio europeo: "Chi avrebbe mai detto che l'Europa avrebbe risposto con uno sforzo di solidarietà senza precedenti? E' successo perché la pandemia ha distrutto le nostre economie, la nostra vita, ma ci ha anche posto delle domande fondamentali alle quali ora noi cerchiamo di dare risposta. E la risposta a queste domande si fa con la solidarietà ma anche con la ricostruzione del futuro. Ed è quello che cerchiamo di fare in Africa come in Europa, in Italia o negli Stati Uniti".