ULTIM'ORA
This content is not available in your region

San Marino, 0 casi e super-spot per i russi, che ora spingono il turismo vaccinale

euronews_icons_loading
San Marino, 0 casi e super-spot per i russi, che ora spingono il turismo vaccinale
Diritti d'autore  Antonio Calanni/AP
Dimensioni di testo Aa Aa

San Marino è il primo Paese europeo ad essere tornato a 0 vittime e 0 casi giornalieri, mentre la campagna vaccinale ha permesso di dare la prima dose al 90% della popolazione di più di sedici anni.

Sono i russi del Direct Investment Fund, il distributore dello Sputnik, a vantare i meriti di San Marino e quindi del vaccino russo, ancora non autorizzato dall'EMA, l'ente europeo.

Nell'attesa dell'autorizzazione che tarda ad arrivare, dicono ora i russi, "manderemo ancora più dosi a San Marino", per favorire il turismo vaccinale: sicché si potranno vaccinare di Sputnik anche molti italiani e molti turisti europei magari in vacanza sulla costa adriatica... E insomma, sembrerebbe una mossa a metà strada tra la diplomazia sanitaria e un'OPA ostile. Nelle scorse settimane era stata annunciata anche la firma di un contratto con un'azienda farmaceutica svizzera per produrre nella sua filiale lombarda il vaccino russo, eventualmente destinato all'export extra-UE, ma anche al consumo interno se e quando venisse autorizzato.

La guerra dei vaccini, che pure ha i suoi aspetti politici, è eminentemente finanziaria: la torta è ricca, come dimostrano gli oltre 2 miliardi di ricavi del primo trimestre per Biontech, l'azienda che insieme a Pfizer produce il vaccino che l'Unione europea sembra voler privilegiare (è stato annunciato che non verrà prolungato il contratto con AstraZeneca). E anche i russi vogliono la loro fetta, forti anche del fatto che lo sviluppo del loro vaccina è iniziato leggermente in anticipo rispetto agli altri.

Sicché i passi fatti finora - la firma dell'accordo produttivo in Italia e la fornitura a San Marino, che non è membro dell'UE - non contrastano con la normativa europeama possono infastidire.

E resta comunque da vedere se il cosiddetto "passaporto vaccinale" europeo, che dovrebbe essere avviato a metà giugno, varrà anche per chi si vaccinerà, magari in vacanza, con il prodotto russo privo di autorizzazione europea.