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Mosca, si riapre ma il covid minaccia ancora

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Di euronews
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Mosca, si riapre ma il covid minaccia ancora
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Si allentano a Mosca le restrizioni per il contenimento della pandemia, e tornano al lavoro gli addetti del settore terziario, rimasti a casa dal 28 ottobre per decisione delle autorità. Scopo del blocco era il contenimento dei contagi. Secondo dati ufficiali, in Russia dall'inizio della crisi, si sono contati più di mezzo milioni di morti a causa del virus, il che rappresenta il tasso di mortalità più alto d'Europa.

Numeri che preoccupano le autorità ma che non bastano a spingere i moscoviti a farsi vaccinare. A far fede al ministero della Salute, il 37,6 per cento della popolazione avrebbe ricevuto prima e seconda dose del vaccino Sputnik V, tra i primi a venire elaborato, ma che molti cittadini russi non vedono ancora come un'arma di difesa dalla pandemia.

Per spiegare questa diffidenza il professor Greg Yudin, che insegna alla Scuola di scienze sociali ed economiche di Mosca, afferma che il vaccino russo è arrivato più per rispondere alla sfida internazionale nella ricerca scientifica che per disporre di uno strumento per la lotta alla pandemia. "Servirebbe un cambio strategico nella comunicazione, magari validando anche gli altri vaccini che pure esistono. Un fatto che dovrebbe comunque essere reciproco", afferma.

L'Agenzia europea per il farmaco, l'Ema, ha avviato ad aprile scorso le procedure per la validazione dello Sputnik, ma non è ancora giunta ad una conclusione, ufficialmente a causa della "scarsità dei dati di analisi disponibili".