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Oggi si celebra la Pasqua ortodossa. Ecco perché non coincide quasi mai con quella cattolica

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La Pasqua ortodossa
La Pasqua ortodossa   -   Diritti d'autore  Joe Bryksa/AP
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Domenica 2 maggio si celebra la Pasqua ortodossa.

Da Istanbul a Mosca passando per Atene, dopo la passione è giunta la resurrezione.

Il patriarca Bartolomeo I a Istanbul, Ieronimos II a Atene e Cirillo a Mosca hanno raccolto i fedeli in una sola preghiera.

Anche per la comunità dei cristiani ortodossi è la seconda Pasqua che si celebra sotto il segno della pandemia e ovunque le misure di sicurezza sono state rispettate.

Come per il mondo cattolico, la giornata è dedicata alla preghiera per la resurrezione di Cristo. Il calcolo per stabilire la domenica di Pasqua è lo stesso fatto dai cattolici, le date, però, spesso non coincidono a causa del calendario di riferimento. Gregoriano nel caso dei cattolici, giuliano quello usato dai cristiani ortodossi.

Molto simile è la celebrazione di questa giornata, così come l’importanza a livello religioso.

Sia per i cattolici, sia per gli ortodossi, la Pasqua arriva dopo una settimana di preghiera e di raccoglimento per ricordare la morte e la resurrezione di Gesù Cristo.

Al posto della domenica delle Palme, gli Ortodossi inaugurano la Settimana santa con la domenica dei Salici. Seguono giorni di digiuno. Importante il mercoledì santo e poi il venerdì santo, che si conclude con la sepoltura del sudario.

Anche per gli ortodossi la tradizione prevede il pranzo della domenica con tutta la famiglia. Sulla loro tavola, come su quella dei cattolici, troviamo le uova decorate. Mentre il dolce tipico è il Kulic, da mangiare insieme a un formaggio chiamato paska.

La chiesa ortodossa viene anche chiamata Chiesa d’Oriente ed è l’unione di diverse Chiese nazionali guidate da un patriarca.

C’è la chiesa russo-ortodossa e come la chiesa greco-ortodossa. Il termine ortodosso, che in greco significa "retta dottrina", si comincia a usare con lo Scisma d'Oriente del 1054.