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Cipro, ancora uno stallo nei colloqui per la riconciliazione

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Cipro, ancora uno stallo nei colloqui per la riconciliazione
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Un'isola contesa e divisa in due da 50 anni, tra uno stato greco-cipriota a sud e uno turco-cipriota a nord. A Ginevra i negoziati dell'Onu per la riconciliazione aCipro sono iniziati e sono già finiti in mezzo al guado. Niente di fatto, solo l'ipotesi di un nuovo incontro informale tra 2-3 mesi, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

"La verità è che, alla fine dei nostri sforzi, non abbiamo ancora trovato abbastanza terreno comune per consentire la ripresa dei negoziati formali in relazione alla soluzione del problema di Cipro", ha commentato Guterres.

Il tweet di Guterres al termine dei colloqui di Ginevra: "Non mi arrendo. La mia agenda è molto semplice: lottare rigorosamente per la sicurezza e il benessere dei ciprioti, dei greco-ciprioti e dei turco-ciprioti, che meritano di vivere in pace e prosperità insieme @antonioguterres __alla fine dei #CyprusTalks".

Per la prima volta, i turco-ciprioti hanno presentato per iscritto la loro proposta di divisione dell'isola, che in questo momento e non può essere accettata né dalla Grecia né dalla parte greco-cipriota e neppure dall'Unione Europea, di cui la Repubblica di Cipro è membro dal 2004.

Nella Cipro della discordia, il governo nazionalista turco del Nord ha rifiutato una presenza permanente dell'inviato speciale dell'Onu.
Nikos Anastasiades, presidente della Repubblica di Cipro (riconosciuta dalla comunità internazionale) ha detto che "il mandato del Consiglio di Sicurezza è quello di andare verso una soluzione definita dall'Onu. I turchi hanno reagito rifiutando l'inviato delle Nazioni Unite perché ritengono che questa apertura riduca la portata dell'obiettivo che si sono posti per il riconoscimento di due Stati indipendenti".

Dal canto suo, il leader turco-cipriota Ersin Tatar ha detto che la sua proposta - aperta al riconoscimento di due Stati sovrani - è l'unica strada percorribile: "Non avrebbe senso sedersi al tavolo e iniziare negoziati ufficiali alle vecchie condizioni senza il riconoscimento dell'uguaglianza e della parità di status", ha detto Tatar in conferenza stampa.