Premio Havel 2020 alla saudita attivista per i diritti delle donne

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A Luijain al-Hathloul, condannata al carcere per terrorismo, il riconoscimento del Consiglio d'Europa

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Loujain al-Hathloul, attivista saudita impegnata nelle lotte per l'emancipazione femminile nella società araba, ha conquistato il premio Vaclav Havel per i diritti umani 2020, assegnato ogni anno dal Consiglio d'Europa. Loujain è stata arrestata nel 2018 e condannata a sei anni in base a una legge antiterrorismo. Il premio è stato consegnato simbolicamente a sua sorella.

Lina al-Hathloul, sorella di Loujain: "Loujain non può essere presente perché, anche se è uscita di prigione, nel paese la sua vicenda continua a passare sotto silenzio. La sua colpa è quella di combattere per i diritti delle donne in Arabia Saudita. Lei si è sacrificata in nome della lotta per le donne saudite ha fatto campagne per il diritto di guidare le automobili, per la difesa delle donne vittime di abusi, e per il superamento del sistema di tutela maschile. Per essere una attivista Loujain è stata sequestrata, le è stato impedito di continuare gli studi, è stata illegalmente imprigionata e brutalmente torturata, lasciata in isolamento per mesi e ora anche condannata come terrorista".

Oltre alla militante saudita, il premio Vackav Havel per i diritti umani è stato assegnato anche ad altre donne: le suore buddiste che si battono per l'uguaglianza di genere in Himalaya, e l'attivista congolese Julienne Lusenge, sono arrivate seconde.

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