ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Accordo sul nucleare: far melina fa parte del gioco? Trattative in salita

Di Stefania De Michele
euronews_icons_loading
Accordo sul nucleare: far melina fa parte del gioco? Trattative in salita
Diritti d'autore  IRIB
Dimensioni di testo Aa Aa

Nel suk sul nucleare, avviato dai colloqui di Vienna, la contrattazione è a un punto di stallo.
"Non degne di considerazione", così il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha definito le profferte degli altri attori per salvare il malridotto accordo sul nucleare del 2015.

L'alzata di spalle di Khamenei arriva dopo che Teheran ha annunciato di aver avviato l'arricchimento dell'uranio al 60% nell'impianto nucleare di Natanz. Il vice ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha comunicato la decisione iraniana in una lettera inviata all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha definito la decisione "provocatoria": "Prendiamo molto seriamente l'annuncio provocatorio riguardo all'intenzione di arricchire l'uranio al 60 per cento e i Paesi firmatari dell'accordo dovrebbero essere uniti nel rifiutarlo. Devo dirvi che il passo mette in dubbio la serietà dell'Iran per quanto riguarda i colloqui sul nucleare, così come sottolinea l'imperativo di tornare al rispetto reciproco del patto".

Il buon esito dei colloqui di Vienna era già stato minato dall'attacco nel fine settimana a Natanz, il principale sito di arricchimento nucleare iraniano: un cyberblitz la cui paternità - secondo Teheran - è israeliana. Prima dell'incidente all'impianto, sabato scorso l'Iran aveva annunciato di avere attivato, sempre a Natanz, una nuova catena di centrifughe 164 IR-6 e di avere cominciato a testare le centrifughe IR-9 che dovrebbero arricchire l'uranio 50 volte più velocemente di quelle di prima generazione.

I delegati riprendono in ogni caso le discussioni. Il comitato congiunto dell'accordo sul nucleare del 2015, che comprende Gran Bretagna, Francia, Germania, Russia e Cina, è al tavolo per tentare il rilancio del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l'accordo sul nucleare. Una rivitalizzazione impossibile senza il rientro nei ranghi del atto da parte di Iran e Stati Uniti.