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Kosovo: il mosaico della memoria

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Kosovo Memory Wall
Kosovo Memory Wall   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Con una cerimonia molto ridotta è stato inaugurato un muro commemorativo dedicato alle centinaia di migliaia di kosovari di etnia albanese espulsi dal Kosovo nel corso della guerra del 1999. A causa delle restrizioni del coronavirus solo una cinquantina di persone ha potuto partecipare all'evento nell'ex campo profughi di Bllaca, vicino al confine con la Macedonia settentrionale, che aveva ospitato centinaia di migliaia di persone in fuga dalla repressione serba.

Il ricordo della crisi umanitaria

"Questo è il muro della nostra memoria, che rappresenta il dolore di 440.000 persone, quelle che attraversarono il confine nel 1999 dopo la crisi umanitaria e l'intervento delle forze progressiste per fermare l'estinzione di un'intera popolazione": ha detto Jahja Luka, rappresentante di un'associazione di rifugiati.

Il tormento della memoria

Il grande mosaico che è stato svelato raffigura Sherife Ljuta, una rifugiata che allatta in mezzo a migliaia di persone che camminano dietro di lei. La donna ormai 43enne ha partecipato alla cerimonia inaugurale. "Ricordo quel giorno, avevo in braccio mia figlia, in mezzo a migliaia di profughi che camminavano stanchi, senza mangiare né bere, io allattavo la mia bambina in un viaggio senza sosta": ha detto Sherife Ljuta alla stampa. Molti dei rifugiati vennero trasportati in treno dal Kosovo in quella che oggi è nota come Macedonia del Nord. Tre carrozze di allora avevano stazionato a Bllaca per due anni.