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Focolai di Covid-19 nei centri d'accoglienza in Bosnia

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Focolai di Covid-19 nei centri d'accoglienza in Bosnia
Diritti d'autore  AP Photo
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Nei campi profughi bosniaci il Covid-19 circola in modo preoccupante. Diverse strutture sono in quarantena, a causa dell'elevato numero di contagi tra i migranti. Nelle ultime due settimane, 147 persone sono risultate positive in un solo centro, più della metà dei 265 casi totali registrati tra i migranti dall'inizio della pandemia.

La quarantena imposta ha generato tensioni. Decine di migranti sono scappati da questi campi. "Questa è la cosa che ci preoccupa: un gran numero di migranti positivi al Covid, che si trovano al di fuori dei centri e che non possiamo seguire dal punto di vista medico", spiega Nermina Cemalovic, ufficiale sanitario. "Mettono direttamente in pericolo la salute dei nostri cittadini nel cantone di Unsko Sanski".

Oltre 6.000 migranti sono rimasti bloccati in Bosnia, nel tentativo di raggiungere la vicina Croazia. La maggior parte di loro si trova in centri d'accoglienza ufficiali, ma molti dormono in case abbandonate o tendopoli di fortuna, lungo il confine croato.

La situazione nei centri di accoglienza in Romania non è certo migliore. Il centro di quarantena di Timisoara, che si trova in un collegio, è stato chiuso, dopo che a 17 ospiti è stato diagnosticato il Covid-19. Uno di loro è stato ricoverato in ospedale, dopo che le sue condizioni sono peggiorate. L'imam di Timisoara ha donato medicine e la comunità locale ha inviato cibo alle persone in quarantena.

Decine di migranti attendono la sua riapertura, per potervi fare l'isolamento obbligatorio, prima di poter passare all'Ispettorato Generale per l'Immigrazione.