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Violenza in Myanmar: sui social i video della repressione

Violenza in Myanmar: sui social i video della repressione
Diritti d'autore Mg Ny@n/Mg Ny@n
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Di Euronews
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Ancora proteste in Myanmar contro il colpo di stato militare. La repressione ha fatto sinora 550 morti. Qualche video riesce ad aggirare i veti e ad arrivare sui social.

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La cronaca del dissenso in Myanmar passa dai social media. In un video, pubblicato dai manifestanti anti golpe, un giovane con una grave ferita alla testa viene portato via dai suoi compagni. Secondo la ricostruzione dei fatti, le forze di sicurezza a Monywa, hanno aperto il fuoco contro gli attivisti per disperdere la protesta.

Cresce il bilancio delle vittime civili nella repressione da parte dei militari in Myanmar: sono 550 i morti dal colpo di stato del 1 febbraio. Di questi, 46 erano bambini, secondo l'Associazione di assistenza ai prigionieri politici del Myanmar.

In raid notturni in tutto il paese, la giunta militare ha fatto sparire con la forza centinaia di persone, ha detto Human Rights Watch.
Le forze di sicurezza hanno arrestato figure politiche, funzionari elettorali, giornalisti, attivisti, senza dire dove sono detenuti o permettere ai familiari e agli avvocati di visitarli, in violazione del diritto internazionale.

La stima è che ci siano circa 2.750 persone in stato di detenzione.

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