ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Reazione esagerata o prudente? Perché AstraZeneca è ancora sospeso in Danimarca e Norvegia

Una fiala del vaccino AstraZeneca, Vaxzevria, inoculata al centro vaccinale predisposto all'Allianz Stadium di Torino
Una fiala del vaccino AstraZeneca, Vaxzevria, inoculata al centro vaccinale predisposto all'Allianz Stadium di Torino   -   Diritti d'autore  Fabio Ferrari/LaPresse
Dimensioni di testo Aa Aa

Il 18 marzo scorso, l'Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) ha concluso che i benefici del vaccino anti-Covid AstraZeneca superavano i rischi (rari casi di trombosi).

Dopo le sospensioni precauzionali in attesa del pronunciamento di Ema, la maggior parte dei paesi europei ha ripreso la campagna vaccinale con Vaxzevria. Nei paesi nordici, tuttavia, le autorità sono rimaste diffidenti.

Svezia, Finlandia e Islanda somministrano ora il vaccino sviluppato in collaborazione con l'università di Oxford solo alla popolazione anziana, mentre Danimarca e Norvegia hanno prolungato la sospensione di AstraZeneca fino a metà aprile.

Si tratta di una battuta d'arresto significativa nella campagna vaccinale di questi Paesi che potrebbe avere un costo in vite umane non indifferente.

Ma come mai Danimarca e Norvegia non si allineano alla posizione dell'Ema? Vediamo di vederci più chiaro.

Le autorità sanitarie norvegesi e danesi riconoscono che lo stop alle vaccinazioni con il farmaco della ditta britannico-svedese AstraZeneca ritarderà la campagna di un paio di settimane.

"La domanda sul costo in termini di vite è legittima, ed è veramente difficile rispondere", dice Sara Sofie Viksmoen Watle, medico presso l'Istituto norvegese per la salute pubblica. "In Norvegia, il coronavirus si è diffuso relativamente lentamente, quindi acquisire maggiori conoscenze sui possibili rischi del vaccino è ora la massima priorità".

Ricercatrice danese sulla pandemia, la professoressa Lone Simonsen, a capo del centro PandemiX all'Università di Roskilde, indica che calcolare le morti potenziali causate da questa decisione è complicato."Si possono facilmente contare le morti provocate da possibili effetti collaterali, ma non si saprà mai quali/quanti individui sono stati salvati dal vaccino".

Svezia e Finlandia hanno deciso, per il momento, di somministrare il vaccino solo alle persone di 65 anni o più. In Islanda, solo chi ha più di 70 anni riceverà una dose di Vaxzevria.

I rari eventi tromboembolici attualmente sotto indagine sono stati riscontrati principalmente tra donne, ben al di sotto dei 65 anni.

"Ogni paese deve fare la propria analisi, guardando a diversi fattori, come la diffusione del virus", dice ad Euronews l'epidemiologo statale svedese, Anders Tegnell. Il paese sta attualmente esaminando tre possibili casi di effetti collaterali, due dei quali fatali. Circa 218mila persone in Svezia hanno ricevuto almeno una dose del vaccino AstraZeneca, secondo i numeri forniti dal registro nazionale delle vaccinazioni.

"Ci sono buone prove che i benefici sono più alti dei rischi", continua Tegnell a proposito della decisione della Svezia di continuare a vaccinare gli over 65. "C'è chiaramente un rischio molto ridotto - se mai dovesse provato - tra le persone anziane".

Secondo Tegnell, la Svezia non è stata eccessivamente cauta nell'interrompere il vaccino. "Abbiamo un buon dialogo con i nostri vicini nordici, è stata la giusta reazione in quel momento".

"La mia preoccupazione? Non avere la mia dose di AstraZeneca"

Le prime segnalazioni di potenziali effetti avversi del vaccino AstraZeneca sono arrivate dall'Austria e hanno portato alla sospensione del lotto di vaccino sospetto.

Quattro giorni dopo, l'11 marzo, la Danimarca ha decretato a sua volta la sospensione. Norvegia e Islanda hanno seguito l'esempio danese, scatenando un effetto domino in Europa.

In Finlandia, Tuula e Jukka Tuomisto, coppia di pensionati che stava per ricevere la dose di AstraZeneca, dice ad Euronews di aver "discusso a lungo sul perché altri paesi nordici non stessero usando il vaccino".

"Ma eravamo entrambi convinti che non poteva essere così pericoloso", continua Jukka, 77 anni.

Euronews
Tuula e Jukka TuomistoEuronews

Sua moglie, Tuula Tuomisto, 75 anni, infermiera in pensione, si è detta preoccupata solo da una cosa: "Avevo paura che la Finlandia sospendesse l'uso del vaccino prima che toccasse a noi riceverlo".

Entrambi alla fine sono riusciti a farsi vaccinare, giusto due giorni prima della decisione di Helsinki di sospendere temporaneamente AstraZeneca, il 19 marzo, in seguito a due casi di trombosi segnalati nel paese.

"Potrebbero emergere altri casi"

Nel suo rapporto preliminare del 18 marzo scorso, il comitato di sicurezza dell'Ema ha concluso che il vaccino di AstraZeneca non è associato a un aumento del rischio complessivo di coaguli di sangue.

Secondo l'agenzia, sono state 20 milioni le persone che nel Regno Unito e nello Spazio economico europeo (UE + Islanda, Norvegia e Liechtenstein) hanno ricevuto il vaccino fino a metà marzo.

In totale, Ema ha esampinato sette casi di coaguli di sangue in più vasi sanguigni (coagulazione intravascolare disseminata, DIC) e 18 casi di coaguli nei vasi che drenano il sangue dal cervello, una condizione medica chiamata trombosi del seno venoso cerebrale (CVST).

"Non è stato provato legame causale con il vaccino, anche se è possibile. La questione merita ulteriori analisi", si legge nelle conclusioni del rapporto.

"Abbiamo preso atto della revisione dell'Ema, ma le cose appaiono diverse in Norvegia", afferma Watle, sottolineando gli alti tassi di incidenti gravi e sospetti del paese dopo le inoculazioni con AstraZeneca.

Finora, sono stati segnalati cinque casi norvegesi di coaguli di sangue associati a bassi livelli di piastrine poco dopo l'iniezione. Tre di questi pazienti sono morti.

In un caso, si indaga su un'emorragia associata ad abbassamento delle piastrine nel sangue. Si pensa possa essere un possibile effetto collaterale del vaccino.

I ricercatori norvegesi hanno scoperto una possibile spiegazione per questi effetti collaterali. Potrebbe essere dovuta ad una forte risposta immunitaria. Tuttavia, Watle non si è detto sicuro che sia stata la vaccinazione ad aver causato questi problemi.

Circa 130mila norvegesi hanno ricevuto almeno una dose di AstraZeneca, principalmente operatori sanitari. Il 78% è di sesso femminile, per lo più appartenenti alla parte più giovane della popolazione.

Le gravi e rare patologie tromboemboliche sono state riscontrate in un caso su 25mila.

"La Norvegia è un piccolo Paese con pochi ospedali, quindi le notizie viaggiano velocemente", spiega Watle quando gli si chiede perché il tasso di incidenza di possibili effetti negativi sembrava essere più alto qui che altrove.

Il Paese, come i vicini nordici, è dotato inltre di efficienti registri sanitari, in cui vengono riportati tutti gli effetti collaterali quasi in tempo reale. "In altri Paesi ci potrebbe essere un rischio di sotto-segnalazione, alla luce del sovraccarico negli ospedali a causa del coronavirus".

Secondo Watle, nuovi casi potrebbero ancora essere segnalati altrove nell'Unione europea.

"Alta probabilità di causalità"

L'Agenzia danese per i medicinali si sta occupando di due casi di eventi tromboembolici segnalati, uno dei quali fatale. C'è inoltre un secondo decesso oggetto di indagine.

Peter Dejong/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
La sede dell'EMA ad AmsterdamPeter Dejong/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

"Questi incidenti sono molto insoliti e molto sospetti. C'è a mio parere un'alta probabilità di causalità", afferma Lone Simonsen, professoressa all'Università di Roskilde in Danimarca.

Chiamata "Corona-Lone", la dottoressa è una delle principali esperte di pandemia del Paese.

In Danimarca sono state vaccinate 150mila persone con AstraZeneca prima dell'interruzione. Il tasso di incidenza di questi problemi di coagulazione del sangue associati a bassi livelli di piastrine è di 1 su 75mila.

Anche se più basso che in Norvegia, si tratta comunque di un tasso molto alto e superiore a quello di incidenza osservato all'epoca di un famoso scandalo vaccinale nel 1976, indica Simonsen.

Allora, negli Stati Uniti si scoprì che le persone vaccinate contro l'influenza suina avevano un rischio maggiore di contrarre la sindrome di Guillain-Barré, una rara malattia neurologica che può portare alla paralisi e nel peggiore dei casi alla morte.

"Per me, si tratta di una bandiera rossa", afferma l'epidemiologa. Tuttavia, Simonsen non se la sente di biasimare il Regno Unito e altri Paesi UE per aver continuato ad usare su larga scala il vaccino AstraZeneca, dal momento che i casi di coaguli nel sangue sono stati rarissimi.

Secondo il governo britannico, eventi tromboembolici con abbassamento delle piastrine nel sangue sono stati riscontrati in meno di un paziente su un milione, e hanno provocato un solo decesso.

Secondo Simonsen, tutte le autorità sanitarie dovrebbero andare a fondo e cercare di capire il perché di questi eventi. "Dobbiamo capire la patologia: chi ha questo tipo di reazioni? Un gruppo sanguigno o un genere particolare? Potrebbero esserci ragioni genetiche? Per ora, l'approccio migliore è quello di identificare chi ha questi effetti avversi, e cercare di capire il perché".

Fiducia totale

Durante tutta la vicenda AstraZeneca, Jukka e Tuula Tuomisto hanno ascoltato attentamente le autorità sanitarie finlandesi e si sono fidati della scienza.

"Sono sicuro che quando i maggiori esperti del nostro Paese esaminano qualcosa, non possiamo chiedere di più", ha detto Jukka (lui stesso professore emerito).

La fiducia di Jukka nelle autorità sanitarie è tipica di un finlandese o di qualsiasi altro cittadino nordico, sottolinea Salla Sariola, professore aggiunto all'Università di Helsinki in sociologia della salute globale.

"I finlandesi sono molto istruiti. Di regola, hanno un atteggiamento positivo verso la scienza e si fidano l'uno dell'altro", nota Sariola. "Generalmente, si attengono scrupolosamente alle istruzioni delle autorità".

"La popolazione finlandese è la più fiduciosa del mondo", aggiunge.

Secondo il ricercatore Gert Tinggaard Svendsen, professore del dipartimento di scienze politiche dell'Università di Aarhus in Danimarca, tutti i paesi nordici sono caratterizzati da un livello record di fiducia [nelle autorità] e da bassissimi livelli di corruzione. "Ci fidiamo che gli altri si comportino bene".

"Fin dall'età della pietra, passando per quella vichinga, la fiducia reciproca è stata fondamentale per gli scandinavi", nota Svendsen. "In un mercato pieno di analfabeti, ecco che la tua parola diventa estremamente importante". Allo stesso tempo, gli scandinavi hanno poca tolleranza verso chi li inganna. "L'onestà e l'informazione sono cruciali per riporre fiducia nelle autorità", conclude Svendsen.

Poco effetto sull'esitazione del vaccino

Secondo Simonsen, i dubbi che circondano il vaccino AstraZeneca non aumentano i livelli di esitazione nella popolazione. In Danimarca, l'accettazione nei confronti dei vaccini è al 93%, ed è improbabile cambi nel breve periodo, indica l'esperta. "La maggior parte della gente capisce che il nostro governo sta facendo del suo meglio".

Anche i cittadini degli altri paesi nordici hanno generalmente una visione positiva dei vaccini. Sia Tegnell in Svezia che Watle in Norvegia sottolineano che la fiducia nella vaccinazione anti-Covid è sempre rimasta alta tra i loro concittadini.

Tornati in Finlandia, i Tuomisto stanno ancora aspettando la convocazione per la seconda dose di AstraZeneca. Sperano che la campagna vaccinale metta fine al più presto a questi mesi di isolamento. "Non vedo l'ora di riabbracciare i miei nipoti", sospira Tuula Tuomisto.