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Covid-19: Europa in allerta per le varianti del virus

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Covid-19: Europa in allerta per le varianti del virus
Diritti d'autore  AFP
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In Mosella, regione nel nord-est della Francia, la variante sudafricana del Covid si sta diffondendo ad un ritmo di circa 100 nuovi casi al giorno. Un'incidenza, ha detto ministro della salute francese Olivier Véran, decisamente più elevata rispetto alla media del paese. Motivo per cui le autorità stanno provando ad accelerare il piano di vaccinazione.

Anche negli altri paesi Europei l'allerta per per le varianti del virus è massima. Anche perché vaccini come quello di Astrazeneca, da poco lanciato anche in Grecia e Romania, hanno un'efficacia molto minore contro la variante sudafricana. La commissione europea ha detto di essere pronta a fronteggiare tutte le eventualità.

"Vorremmo accelerare il processo di autorizzazione per l'adeguamento dei vaccini alle nuove varianti - ha detto Maros Sefčovič Vicepresidente della Commissione europea -. Vogliamo parlare con i produttori e con la comunità scientifica, in modo che se fossero necessarie delle modifiche ai vaccini, sia possibile farlo velocemente.

Nel frattempo i servizi sanitari europei continuano a distribuire l'attuale generazione di vaccini, sperando che si dimostrino abbastanza efficaci da mantenere la pandemia sotto controllo.

E intanto, oltre Manica sono entrati in funzione i primi hotel adibiti alla quarantena per chi arriva da Paesi a rischio, si trovano nei pressi dell'aeroporto londinese di Heatrow, i passeggeri che arrivano da 33 località considerate a rischio vengono scortati e confinati qui per 10 giorni.

Il primo ministro Boris Johnson, nel frattempo, afferma che il Regno Unito adotterà misure "caute" per allentare le restrizioni da Covid-19.

Anche se oltre il 22% della popolazione ha ricevuto la prima dose del vaccino - inclusi quattro gruppi prioritari - e si registra il calo nei numeri dell'infezione, Johnson ha insistito sul fatto che il blocco nazionale deve essere revocato gradualmente.

La polizia tedesca ha respinto circa 5.000 persone alla frontiera con la Repubblica Ceca e il Tirolo austriaco da quando domenica sono stati introdotti severi controlli.

Il Paese sta limitando l'ingresso ai cittadini tedeschi e ai lavoratori transfrontalieri selezionati per far fronte all'infezione in modo particolare alla variante britannica e sudafricana.

Tutti devono comunque avere un test del coronavirus negativo ed essere soggetti a una quarantena per almeno 10 giorni all'arrivo.

In Italia invece è polemica per la retromarcia sull'apertura degli impianti da sci a sole 24 ore dal via, rimandata al 5 marzo, dopo il pronunciamento di ieri del Cts.

Flash mob di protesta contro il governo e a difesa del settore in ginocchio ci sono stati dal Sestriere alle Dolomiti. Marco Bussone, presidente dell'Uncem ricorda che solo a Bardonecchia si spendono circa 40 mila euro al giorno "non riaprire oggi significa bruciare circa un milione di euro".

Francia e Germania hanno adottato misure simili per gli sport invernali.