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I ristoratori greci chiedono al governo la cancellazione dei debiti

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Di euronews
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I ristoratori greci chiedono al governo la cancellazione dei debiti
Diritti d'autore  ΟΡΕΣΤΗΣ ΠΑΝΑΓΙΩΤΟΥ/ 2021 ΑΘΗΝΑΙΚΟ-ΜΑΚΕΔΟΝΙΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ
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Come ovunque nel mondo, a causa della pandemia anche ad Atene i ristoranti sono chiusi, e i gestori vivono una grave crisi economica. Una crisi che non pare allentarsi, anzi rischia di diventare mese dopo mese ancora più grave. Tra gli operatori del settore sono molti coloro che temono di non riuscire più a ripartire.

"Io e i miei colleghi siamo alla disperazione per la situazione in cui ci troviamo. Siamo chiusi da diversi mesi e abbiamo perso il periodo delle feste di Natale, e tuttavia abbiamo un sacco di oneri da fronteggiare e affitti da pagare. Secondo me dovremmo trovare il modo di cancellare i debiti causati dalla pandemia, e onorare solo quelli fino a marzo del 2020. Da lì in poi noi non abbiamo alcuna responsabilità per quello che accade".

La posizione di questo ristoratore è condivisa da tanti altri suoi colleghi, che hanno messo le chiavi dei loro locali in una busta per consegnarle simbolicamente, nei prossimi giorni, al capo del governo, insieme a una richiesta formale di cancellazione dei debiti e di sussidi per gli affitti.

"Consegnare le chiavi dei ristoranti significa protestare contro l'obbligo di restare chiusi e nello stesso tempo mandare un messaggio forte al governo, perché abbiamo bisogno di sostegno immediatamente".

"Il nostro è letteralmente un grido d'aiuto. I ristoratori si sentono impotenti e hanno paura del futuro. Almeno la metà di queste attività rischiano di chiudere per sempre".

Secondo l'associazione di categoria, alla protesta hanno aderito finora 500 proprietari di ristoranti.

Apostolos Staikos: "Le autorità affermano che in base ai dati scientifici ristoranti e bar sono focolai di diffusione del virus, e per questo non possono tornare a funzionare. Il governo sostiene di stare facendo del suo meglio per sostenere le imprese, ma conferma che la tutela della salute pubblica resta una priorità".