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Vaccini anti-Covid nelle discoteche. A Parigi tamponi anche nei locali

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Vaccini anti-Covid nelle discoteche. A Parigi tamponi anche nei locali
Diritti d'autore  Кадр из видео AFP
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Fino a un anno fa erano il simbolo della vita notturna, del divertimento, della musica. Ora potrebbero diventare luoghi adibiti per la campagna di vaccinazione di massa contro il Covid-19. In Francia a Parigi uno dei primi locali a scendere in campo è stato il famoso club gay, dai sapori trasgressivi, Le Dépôt. Dal 15 marzo, come tutte le discoteche, è chiuso. Intanto mentre si fanno già i tamponi molecolari, gestori e dj hanno lanciato un appello.

"Un tempo, nemmeno tanto lontano, questi erano i luoghi dove vivere la notte", ci spiega il Dj Damien Lefèvre. "Ora dobbiamo dare anche noi il nostro contributo, dobbiamo dare una mano a chi fa screening e vaccini perché solo in questo modo si potrà uscire dalla pandemia".

Da Parigi a Londra. Anche nella City i club e i sindacati che li rappresentano hanno proposto di trasformare i locali "in centri di vaccinazione di emergenza" per l'intera popolazione, garantendo così una rete efficace sul territorio nazionale. Tutto questo per aiutare gli operatori sanitari, le autorità e per consentire un ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile. Scott Chester, dj e proprietario di un club fa notare, ha sottolineato che ci sono i locali adatti, gli edifici giusti per essere adibiti a centri di vaccinazione di massa. Bisogna combattere il Covid con tutti i mezzi possibili.

Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, Portogallo. Club, disco, ma anche teatri, stadi, luoghi all’aperto. In attesa delle riaperture, le associazioni di categoria si sono appellate alle amministrazioni mettendo a disposizione le proprie strutture per intercettare un bisogno reale che c'è in tutti i paesi. Le discoteche sperano di poter accogliere nuovamente i festaioli entro l'estate 2021 e nel frattempo studiano modi per aiutare medici e amministratori. Molte attività rischiano di scomparire, la riapertura è quindi "una necessità assoluta", ma non si può fare senza vaccinazioni, dicono i rappresentanti dei locali.

Questa soluzione qualora venisse accettata, servirebbe anche a dare un po' di respiro ad un settore, che come molti altri, è in profonda crisi. E che difficilmente potrà ripartire a breve. Un aiuto per gli addetti ai lavori ma anche per sconfiggere il virus.