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Montagna e pandemia: lavoratori stagionali allo stremo

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Un momento del blocco agli accessi del tunnel del Frejus, realizzato sul versante francese dai lavoratori stagionali della montagna
Un momento del blocco agli accessi del tunnel del Frejus, realizzato sul versante francese dai lavoratori stagionali della montagna   -   Diritti d'autore  PHILIPPE DESMAZES/AFP or licensors
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I manifestanti all'Eliseo: "La nostra economia sta morendo"

Sotto la neve, che solitamente dà loro da vivere, per chiedere a Parigi garanzie e tutele, necessarie a sopravvivere alle chiusure imposte dalla pandemia. Decine di stagionali, in arrivo da diverse stazioni sciistiche francesi, questo lunedì hanno temporaneamente bloccato gli accessi al tunnel del Frejus che porta all'Italia, per richiamare l'attenzione dell'Eliseo.

PHILIPPE DESMAZES/AFP or licensors
La coda di camion che si è subito creata, al momento dell'instaurazione del blocco. Dopo qualche decina di minuti il traffico ha ricominciato a circolarePHILIPPE DESMAZES/AFP or licensors

L'appello dei manifestanti: "Estendere le tutele e riaprire le stazioni"

"Su 120.000 lavoratori stagionali impiegati durante l'inverno, 100.000 lavorano in bar, hotel e ristoranti, che ora sono chiusi - dice Pierre Didio, Segretario Generale Force Ouvrière -. Persone che, non avendo un contratto fisso, ora si ritrovano disoccupate. Si sarebbero potuti obbligare i datori di lavoro ad assumerli perché poi beneficiassero della disoccupazione parziale. Ma questo non è stato fatto". Proprio nel giorno di un confronto programmato con il Primo ministro Jean Castex, l'appello dei manifestanti all'esecutivo francese è non solo all'estensione dell'accesso ai sussidi, ma anche alla riapertura di impianti sciistici e strutture ricettive, cruciali per l'economia della montagna che vive di turismo.