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Covid 19, tutti a casa. E crolla il business di viaggi e turismo

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Covid 19, tutti a casa. E crolla il business di viaggi e turismo
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Le vacanze di fine anno sono il momento di ricongiungersi con i propri cari e trascorrere del tempo di qualità insieme. Ma, quest'anno, molti di noi resteranno a casa, lontani dai soliti festeggiamenti.

Par Trehorning, svedese, 71 anni, pensionato, dice che le feste in famiglia potrebbero essere sacrificate nel nome di una maggiore sicurezza: "Credo che la gente sarà molto riluttante a incontrare anche la famiglia, soprattutto i nonni e le nonne, a viaggiare con loro o da loro, a cenare insieme. Penso che alcune persone saranno molto preoccupate se vale la pena di farsi beccare la malattia".

Senza esagerazioni, quest'anno, la pandemia di Covid 19 ha messo in ginocchio il settore dei viaggi e del turismo. Rimanendo in isolamento, molti di noi si sono resi conto dell'importanza di viaggiare.

Eduardo Santander, direttore esecutivo/CEO della Commissione europea per i viaggi, non minimizza il problema: "Il 2020 non è stato stato solo un anno sconvolgente: è stato disastroso per gli imprenditori dei viaggi. Tutto ciò che è iniziato come un'epidemia cinese, e poi è arrivato in Europa per diffondersi nel resto del mondo, ha avuto un impatto enorme per l'industria. Il comparto - aggiunge - non stava già funzionando agevolmente, ma si limitava a gestire un modello di successo mediocre, molto orientato ai ricavi e al profitto.

Nell'Unione europea, il turismo contribuisce per il 10% al Pil e crea posti di lavoro per 26 milioni di persone, grazie ai suoi effetti diretti, indiretti e indotti nell'economia, in particolare per i giovani, le donne e le persone provenienti da un contesto migratorio.

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grafico turismoEuronews

Il settore dell'aviazione condivide il disagio. L'industria ha subito la peggiore crisi di sempre quando la pandemia l'ha colpita al cuore, con la maggior parte degli aerei a terra senza preavviso e alcuni degli aeroporti più trafficati si sono improvvisamente svuotati.

La IATA stima le perdite nette per il settore in 100 miliardi di euro. Il crollo del traffico aereo mette a rischio i mezzi di sussistenza di 46 milioni di persone.

Il direttore esecutivo/CEO della Commissione europea per i viaggi Santander spiega come il fattore tempo sia determinante: "Parlo sempre di questa dicotomia tra le autorità sanitarie e quelle della mobilità e dei trasporti. Un giorno che passa per le autorità sanitarie è un giorno in cui hanno vinto: stanno facendo più ricerca, i vaccini migliorano sempre di più, la popolazione sta ottenendo quell'immunizzazione di cui ha bisogno. Al contrario, un giorno che passa per il business dei viaggi e del turismo, è un giorno che abbiamo perso. Ci sono persone che stanno perdendo il lavoro, ci sono aziende che chiudono, alcune per sempre".

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Le compagnie aeree travolte dal Covid 19 si stanno preparando a ricoprire ruoli chiave nel lancio di massa del vaccino, che promette di dare una spinta immediata anche al settore, garantendo la sua stessa ripresa e sopravvivenza.