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Francia-Egitto: diritti umani, Libia, e Islam. I nodi da sciogliere

Di Debora Gandini
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Francia-Egitto: diritti umani, Libia, e Islam. I nodi da sciogliere
Diritti d'autore  AP Photo
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Lotta al terrorismo, conflitto in Libia e altre questioni che riguardano la regione. Un’agenda ricca di incontri importanti quella del Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi in visita ufficiale a Parigi.

Una stretta di mano e un colloquio serrato con il Presidente francese Emmanuel Macron hanno lasciato intendere che i due paesi sono disposti a rafforzare la cooperazione bilaterale di fronte alle crisi in Medio Oriente.

In merito ai "disaccordi" evidenziati in termini di diritti umani tra i due leader, il capo dell’Eliseo ha sottolineato di averne parlato a lungo e in modo molto diretto con al-Sisi, come già fatto nel precedente incontro di gennaio 2019. "È più efficace avere una politica di dialogo rispetto a una politica di boicottaggio che riduca l'efficacia di uno dei nostri partner nella lotta al terrorismo e per la stabilità regionale", ha aggiunto Macron. "Sarebbe inefficace in materia di diritti umani e controproducente nella lotta al terrorismo".

Sul piede di guerra le associazioni di difesa dei diritti umani, che contestano questa visita, sottolineando come in Egitto troppi blogger, giornalisti e attivisti vengano ancora incarcerati e non siano liberi di esprimere le loro idee. “Tutti i media si concentrano su questo punto, ci dipingono come se non avessimo rispetto per le persone o per la nostra società, si difende al-Sisi. "Ci dipingono come dei leader violenti, dei despoti. E questo è inaccettabile"

Il Cairo, alleato degli Stati Uniti, ha profondi legami economici con i paesi europei. Le autorità francesi vedono l'Egitto come un Paese chiave negli sforzi per stabilizzare la regione, e Macron ha avvertito che in assenza del sostegno occidentale, l'Egitto potrebbe rivolgersi a paesi come Russia o Cina. Secondo quanto dichiarato da Parigi, Francia ed Egitto sono “uniti” per costruire uno “spazio di civiltà” in cui “non c’è posto per condanne a morte e incitamento all’odio quando si esprimono semplicemente le libertà".