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Tensione sociale e scontro politico. Cosa sta succedendo in Francia

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Tensione sociale e scontro politico. Cosa sta succedendo in Francia
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La Francia che protesta, che non piega la testa è scesa nuovamente in piazza. Sabato erano 130 mila per il ministero dell'Interno, oltre 500 mila per gli organizzatori che hanno sfilato in oltre cento città contro il disegno di legge "sécurité globale" e contro la violenza dei poliziotti.

Sempre stando ai dati del ministero dell'Interno a Parigi erano in 46.000 (200 mila stando ai sindacati) contro i 22 mila della scorsa settimana in tutto il Paese.

I manifestanti gridavano slogan eloquenti "Chi ci proteggerà dalle forze dell'ordine?""Abbassate le armi, spegneremo le telecamere".

I cortei hanno sfilato pacificamente quasi ovunque, non sono mancati disordini, comunque. In modo particolare a Parigi dove ci sono stati decine di feriti, anche tra le forze dell'ordine, dove si registrano almeno 20 feriti e almeno 46 fermi.

Il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, ha condannato su Twitter la violenza, che ha definito inaccettabile, contro le forze dell'ordine.

Sui social hanno fatto il giro della rete i video delle violenze contro gli agenti delle forze dell'ordine.

Barricate a Parigi, auto e edicole date alle fiamme, solo gli idranti hanno avuto la meglio intorno alle 19 di ieri, mentre l'uso dei lacrimogeni è riuscito a disperdere la folla, quella dei più scalmanati in serata.

Imbavagliare le opposizioni

Le manifestazioni sono state organizzate dal collettivo "Stop! Loi sécurité globale", che riunisce tra gli altri i sindacati dei giornalisti, Ong e la Ligue des droits de l'Homme.

All'origine delle nuove proteste nell'esagono il disegno di legge sulla sicurezza "Sécurité globale"e l'ultimo episodio di violenza di agenti di Polizia contro un produttore musicale: qualche giorno fa a Parigi, l'uomo è stato pestato e a inchiodare i responsabili le immagini girate da una telecamera interna nel domicilio dell'uomo. I 4 poliziotti sono in stato di fermo.

Di fronte a una situazione esplosiva, sia nel Paese che all'interno della stessa maggioranza, il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, venerdì ha definito l'aggressione del produttore musicale, Michel Zecler, inaccettabile e le immagini vergognose. "Dovremmo vergognarci", ha dichiarato Macron. Che ha chiesto al governo di fargli proproste per combattere queste piaghe.

Il nodo del contendere è constituito dall'articolo 24 della legge sulla sicurezza, articolo che limiterebbe l'uso delle telecamere di fronte a operazioni di Polizia. Dopo aver modificato il testo per garantire il diritto all'informazione, la maggioranza ha passato la settimana a cercare di sminare il terreno.

Ma invano, malgrado l'adozione del testo da parte dell'Assemblea nazionale, le polemiche hanno potuto più d'ogni altra cosa e Matignon ha annunciato la riscrittura del testo da parte di una commissione indipendente.

L'ex presidente François Hollande ha chiesto il ritiro del disegno di legge, ricordando che lui fu costretto a fare un passo indietro di fronte al dibattito sollevato dalla proposta di legge sul ritiro della nazionalità.

Immagini vitali

"Quando il ministro Darmanin dice che l'articolo 24 non prende di mira necessariamente i giornalisti - scrive Mohamed Magassa, 35 ans, che vive a Garges-les-Gonesses (Val-d'Oise) - dice una verità, perché il testo prende di mira i nostri quartieri, quelle immagini sono vitali per noi, altrimenti siamo sempre e solo noi i colpevoli".

E in una lettera inviata agli agenti, il prefetto di Parigi, Didier Lallement, ricorda di non perdere di vista la linea repubblicana, perché il rischio è quello di 'dimenticare la nostra missione'.