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Ungheria: stop ai raduni a causa del Covid (ma solo quelli di protesta)

La protesta in Ungheria
La protesta in Ungheria Diritti d'autore ATTILA KISBENEDEK/AFP or licensors
Diritti d'autore ATTILA KISBENEDEK/AFP or licensors
Di Stefania De MicheleEuronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'opposizione denuncia: il governo soffoca le voci di protesta nascondendosi dietro le misure per arginare la pandemia

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In Ungheria il governo prolunga lo stato di emergenza a causa della pandemia e annuncia che "i raduni sono temporaneamente vietati": un provvedimento che taglia le gambe alle proteste dell'opposizione

András Kádár, co-presidente del Comitato ungherese di Helsinki, organizzazione non governativa che esiste in molteplici Paesi, finalizzata alla promozione dei diritti umani, legge nella norma un atto deliberato di soppressione di alcune libertà fondamentali: "Questo significa - dice - che il governo ha temporaneamente cancellato la libertà di espressione del pensiero politico, anche se ci sono molti argomenti che la gente vorrebbe discutere in questo momento".

Il veto ai raduni segue le proteste reiterate da pare docenti e studenti, scesi in piazza per respingere il piano di controllo, da parte del governo, dell'Università di Teatro e Arti Cinematografiche, uno degli atenei più prestigiosi del Paese, epicentro del dissenso politico. Un provvedimento discriminatorio, sempre secondo Kádár, perché ad esempio "è ancora permesso riunirsi per scopi religiosi, anche al chiuso. Una differenziazione difficile da giustificare".

Insomma, secondo gli osservatori, il veto ha come unica motivazione il soffocamento delle voci sempre più numerose di protesta

"Ma non significa che smettiamo di protestare - dice Anna Márky, studentessa del secondo anno - perché nessuna delle nostre richieste è stata soddisfatta. Così abbiamo fisicamente lasciato l'università, ma abbiamo portato la resistenza con noi a casa nostra, e cerchiamo di continuare a farlo online".

Gli studenti sperano di tornare all'Università che hanno occupato per 71 giorni, ma al momento è impossibile: tutti coloro che decidono di partecipare a una manifestazione rischiano di pagare una maxi multa.

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