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Regno Unito, la crisi dei piccoli negozi in vista del Natale: "Siamo all'1% del guadagno"

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Dominic Aurora vende direttamente dalla porta del suo negozio.
Dominic Aurora vende direttamente dalla porta del suo negozio.   -   Diritti d'autore  Screenshot
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I proprietari di negozi indipendenti in Inghilterra sono furiosi per il fatto che alcuni dei loro più grandi rivali - le grandi catene - stanno facendo quello che vogliono, tenendo aperti negozi che, invece, i piccoli commercianti sono costretti a tenere chiusi.

E siamo ormai a Natale...

Natale è il periodo dell'anno migliore per la maggior parte dei commercianti, anche nel Regno Unito. Quest'anno, per troppi di loro, rischia - però - di trasformarsi un dramma economico.
Ad esempio, Dominic Aurora e la moglie Priya - che abitano a South West London - hanno dovuto chiudere i loro sei negozi di souvenir a marchio "Làrk" a Londra.

"Non siamo mai stati cosi preoccupati come ora"

"Non ci siamo mai sentiti così preoccupati come ci sentiamo ora, perché siamo così vicini al Natale e abbiamo ordinato così tante scorte per il Natale", spiega Priya,

"Sì, è stato uno shock questo secondo lockdown, soprattutto in questo periodo dell'anno", ammette Dominic.

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Priya e Dominic Aurora.Euronews

Dominic e Priya stanno affrontando il problema potenziando il loro sito web e invitando i clienti ad acquistare online, ma non basta.

"Non possiamo nemmeno fare un confronto con un Natale normale", dice Priya.
Aggiunge Dominic: "Penso che siamo all'1% di quello che faremmo normalmente".
E ancora Priya: "Siamo nel settore da 20 anni e questa potrebbe essere la nostra fine".

Nel Regno Unito gli articoli da regalo e i vestiti sono classificati come non essenziali e i negozi che li vendono sono stati costretti a chiudere. A differenza dei negozi alimentari e delle farmacie, ad esempio. che rimangono aperti. Ma che dire dei negozi che vendono tutto?

Le regole da "interpretare"

In Francia, ai supermercati è stato imposto di non vendere cose non essenziali. In Inghilterra, i negozi possono - viceversa - interpretare le regole a modo loro.

Tadgh Enright, corrispondente di Euronews da Londra, si trova davanti ad un negozio di "Carpetright".

"Questa catena nazionale di negozi di tappeti e tappezzeria si è auto-designata come negozio essenziale. L'azienda afferma di aver controllato tutte le norme e ha deciso di rimanere aperta perché molti dei suoi clienti vogliono completare progetti considerati anch'essi essenziali".

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Tadhg Enright davanti ad un negozio della catena "Carpetright" a Londra.Euronews

"I commercianti indipendenti non possono competere"

Le grandi catene hanno interi studi legali che aiutano a prendere tali decisioni. Un vantaggio che i loro piccoli rivali dei negozi non possono avere.

Spiega Andrew Goodacre, presidente dell'Associazione britannica dei rivenditori indipendenti:
"La multa massima è di 10.000 sterline, che per una grande catena è davvero una sciocchezza, a differenza di una piccola attività già chiusa da tempo. I rivenditori indipendenti si attengono alla legge, non aprono. Ma poi vedono questi altri negozi, che forse non infrangono le regole, ma le interpretano in modo tale da permettere loro di aprire".

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Andrew Goodacre è presidente dell'Associazione britannica dei rivenditori indipendenti.Euroinews

Un Natale senza troppe illusioni

I negozi indipendenti stanno tentando di sopravvivere con la vendita online, ma anche qui la concorrenza è forte e le norme complicate. Le regole prevedono che gli articoli debbano essere acquistati online, in anticipo. Priya e Dominic non capiscono perché non possano semplicemente vendere dalla loro porta di casa ai passanti.

Dice Dominic: "Nei nostri negozi facciamo davvero affidamento sul commercio di passaggio. Ci sono comunque persone in giro e sarebbe davvero bello se potessimo offrire loro un servizio".

Dominic e Priya sperano che il governo di Boris Johnson li ascolti e li aiuti a salvare il Natale.
Ma non si fanno troppe illusioni.