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Tra Covid ed Europa, per Conte una settimana intensa e anche un po' tesa

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Giuseppe Conte
Giuseppe Conte   -   Diritti d'autore  Presidenza del Consiglio
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Una settimana intensa e complicata per l'Italia e per Giuseppe Conte: incassata di lunedì la riconferma della fiducia alla Camera sul decreto Agosto, il dibattito sul bilancio al senato di mercoledì, e in mezzo le nuove misure anti-Covid nell'ultimo Dpcm:

"comporteranno sacrifici ulteriori, però siamo convinti che con questi sacrifici, e quindi rispettando queste misure, potremo adeguatamente, sempre quindi col criterio di adeguatezza e proporzionalità, affrontare questa nuova fase", ha detto il Presidente del Consiglio.

E ha sottolineato la proporzionalità proprio per rispondere alle polemiche della vigilia, o per rassicurare: il testo presentato da Conte alla fine non ha l'invasività paventata dalle opposizioni, niente agenti né segnalazioni nelle case private, solo forti raccomandazioni a non ricevere in casa più di sei persone estranee al nucleo dei conviventi. Non più di 30 persone alle feste di matrimonio, mascherina all'aperto per chi cammina e non per chi corre o va in bici, sì ai campionati dilettantistici, no alle partite tra amici.

Intanto Conte ha incassato anche la risoluzione della maggioranza alla Camera che gli dà mandato per il Recovery Fund (o meglio Next Generation Eu di cui il Recovery Fund è una componente) oggetto del Consiglio europeo di giovedì. Risoluzione in serata approvata anche al Senato, dove la maggioranza ha solitamente qualche problema in più: 150 favorevoli, 118 contrari, 2 astenuti. Buon segno per il dibattito che si apre sulla Nota d'Aggiornamento al DEF, sul quale servitrà la maggioranza qualificata.

Solo nella sua Puglia in questi giorni Conte ha palesato qualche momento di tensione, non tanto sull'Ilva: ha incontrato sindacati e famiglie, ha promesso di tornare, ha resistito alla virulenza di un giornalista ma è parso piuttosto infastidito da una domanda sul porto di Taranto, l'area ex Belleli che andrà in concessione al gruppo Ferretti, controllato dai cinesi. Ha rivendicato l'italianità del gruppo (benché abbia un presidente cinese), poi se n'è andato senza salutare: "Per quanto riguarda il management, è rimasto in Italia. Gli stabilimenti sono in Italia, i lavoratori sono in Italia e il know-how e l'expertise sono italiani. Se poi c'è una partecipazione straniera e abbiamo deciso da oggi che dobbiamo sovietizzare il sistema economico, non sono d'accordo", ha detto.

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Ecco il testo integrale dell'ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri: