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Cardinal Becciu: losco faccendiere o vittima del Vaticano?

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Vaticano   -   Diritti d'autore  AP Photo   -   Vaticano
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Il cardinale Angelo Becciu si è dimesso con rinuncia ai diritti connessi al cardinalato e lascia la carica di prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Dimissioni che sono state accolte da Papa Francesco ed evidentemente volute. L'annuncio è apparso in un laconico comunicato della Santa Sede.

Una serie di cupe ombre

Allo scoperto sono apparse evidenze di alcuni fondi e incarichi ottenuti dai fratelli di mons. Becciu che non potrà più né aspirare alla carica di Papa né esserne fra gli elettori. Si parla di finanziamenti per diverse centinaia di migliaia di euro finiti in una cooperativa gestita da Antonino Becciu e alle società di Mario e Francesco Becciu come emerso da una inchiesta del settimanale l'Espresso, a breve in edicola. Contributi Cei e, in parte dell'Obolo di San Pietro (i 'soldi per i poveri' donati dai fedeli), sarebbero finiti in diverse operazioni alla Cooperativa Spes di Ozieri (Sassari), una struttura di cui è rappresentante legale Antonino Becciu e che lavora a stretto contatto con la Caritas locale. Sulla vicenda sta indagando anche la Guardia di finanza anche se non ci sarebbero specifici rilievi penali, tuttavia l'affaire è stato certamente considerato totalmente inopportuno da Papa Francesco che probabilmente l'ha contestato a Becciu durante l'udienza sfociata nelle dimissini.

Lo scandalo di Londra

Fosche nubi si erano già addensate sul nome del porporato a proposito della vicenda della compravendita di un immobile di lusso nel cuore di Londra, acquistato dalla Segreteria di Stato con i fondi del Vaticano. Un investimento iniziale da 200 milioni di euro che però tra acquisto e debito esistente, è lievitato fino a 300 milioni con ricadute di benefici non ancora chiari. Sul caso è in corso una inchiesta della magistratura vaticana nella quale però Becciu non è direttamente indagato.

Le oscure vicende finanziarie vaticane

Peraltro avevano destato scalpore, il 5 giugno, l’arresto e l'incarcerazione in Vaticano, di Gianluigi Torzi, finanziere accusato di aver estorto 15 milioni di euro alla segreteria di Stato, nelle battute finali dell’acquisto del costoso edificio a Londra, voluto nel 2014 dalla stessa segreteria di Stato con denari provenienti dall’Obolo di San Pietro. Nel mirino delle indagini era finito il sostituto segretario di Stato Edgar Peña Parra ma anche Mauro Carlino, che era stato segretario del precedente sostituto appunto Giovanni Angelo Becciu. Becciu nel 2014 diede luce verde all'affare e per questo era stato violentemente criticato dal suo diretto superiore di allora, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, mentre Alberto Perlasca, altro indagato di primo piano, ha accusato Parolin di aver anche lui approvato l’operazione.

Becciu innocente?

"Nessuna sfida al Papa ma ognuno ha diritto alla propria innocenza". Lo ha detto Angelo Becciu parlando con i giornalisti. "Spero che prima o poi il Santo Padre si renda conto che c'è stato un grosso equivoco", "spero non sia stato manipolato ". Becciu ha riferito che mercoledì il pontefice "soffriva" mentre gli chiedeva di fare un passo indietro, "era in difficoltà", "forse ha avuto errate informazioni". Il Papa ha comunque lasciato che Becciu resti nel suo appartamento in Vaticano.