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Patto UE su migranti e asilo. Fa discutere il nodo dei rimpatri "sponsorizzati"

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Patto UE su migranti e asilo. Fa discutere il nodo dei rimpatri "sponsorizzati"
Diritti d'autore  AP Photo
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Sono contrastanti le reazioni al nuovo patto europeo su migrazioni e asilo politico. Le proposte ora saranno esaminate dai leader dei singoli stati e dagli eurodeputati prima di qualsiasi decisione sull’adozione definitiva. Nel piano della Commissione la promessa di alleggerire i Paesi di primo ingresso, e si prevede la possibilità per chi non voglia farsi carico dell'accoglienza di contribuire in altre forme alla eventuale 'pressione' migratoria per superare il sistema di Dublino.

L'eurodeputato irlandese Barry Andrews si è detto molto preoccupato per su questa possibilità di poter scegliere i ricollocamenti in base alla nazionalità. Potenzialmente un governo di destra, ha sottolineato, potrà decidere, in base al paese d’orgine, chi rimpatriare. Per Andrews è un potenziale patto del diavolo tra governi autocratici. Si possono identificare, ha aggiunto, le persone da rimpatriare in base anche alla loro religione. Un meccanismo non egualitario in un patto dove al centro dovrebbe esserci la solidarietà.”

Per la Presidente della commissione europea Margaritis Schinas, visto che alcuni Stati "non accetteranno i ricollocamenti" obbligatori verrà fornita un'alternativa percorribile con il finanziamento dei rimpatri, cosiddetti "sponsorizzati". Ma tutti gli Stati dovranno collaborare, facendosi carico della gestione delle migrazioni, in particolare nei momenti di emergenza.