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Mauritius: arrestato il capitano indiano della nave giapponese che ha perso carburante

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Il momento dell'arresto del capitano della nave.
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Arrestato il capitano indiano della nave giapponese Wakashio.

Svolta nelle indagini sulla nave incagliata al largo delle isole Mauritius e che ha rovesciato migliaia di tonnellate di combustibile nell'Oceano Indiano e sulla costa.

Rishi Etwaroo/AP
Sunil Kumar Nandeshwar, il capitano della nave.Rishi Etwaroo/AP

Sunil Kumar Nandeshwar, capitano della MV Wakashio, è stato accusato di "aver messo in pericolo la sicurezza della navigazione" ed è in custodia cautelare in attesa di un'udienza per la libertà su cauzione in programma la prossima settimana.

E' stato arrestato anche il primo ufficiale della nave.

"Stiamo conducendo un'indagine completa e interrogando tutti i membri dell'equipaggio", fanno sapere dalla polizia di Port Louis, la capitale delle Mauritius.

Incagliata, incrinata, spezzata: una nave sfortunata

La nave trasporta-rifiuti Wakasio, giapponese di proprietà, ma battente bandiera panamese, si è arenata intorno ad una barriera corallina il 25 luglio scorso e, dopo essere stata colpita da violenti onde per diversi giorni, si è incrinata e il 6 agoasto ha iniziato a perdere carburante, oltre 1.000 tonnellate, nelle acque turchesi della laguna di Mahebourg.
Il 15 agosto si è spezzata in due per una crepa nella stiva

La maggior parte delle restanti 3.000 tonnellate di carburante è stata pompata fuori dalla nave prima che si dividesse in due, ma i gruppi ambientalisti hanno avvertito che i danni alle barriere coralline circostanti potrebbero essere irreversibili.

La nave Wakashio doveva rimanere ad almeno 10 miglia (16 chilometri) dalla costa, ma si è incagliata ad appena un miglio dall'isola.
La società di navigazione giapponese Nagashiki Shipping, proprietaria della nave, sta indagando sul perché la Wakashio sia andata fuori rotta e ha inviato alle Mauritius degli esperti per aiutare a ripulire i danni.

Il governo delle Mauritius has chiesto un un risarcimento danni alla compagnia.

Gi ambientalisti si oppongono al rimorchio e all'affondamento

Il governo del primo ministro Pravind Jugnauth è sotto pressione: fatica a spiegare perché non è stata intrapresa un'azione immediata per svuotare la nave del carburante prima che iniziasse a perdere combustibile.
Il premier aveva accusato il maltempo di quei giorni per giustificare la lentezza degli interventi.

Gli ambientalisti delle Mauritius si oppongono ai piani per rimorchiare la prua della nave - la parte più piccola del Wakashio - in mare e permetterne l'affondamento.
La parte più grande della nave sarà trascinata via dalla barriera corallina dove si è arenata e poi sarà rimorchiata, probabilmente in India per il recupero.

Le autorità affermano che rimorchieranno la prua per otto miglia nautiche in mare aperto e la faranno affondare nelle acque profonde 2.000 piedi", ha detto Sunil Dowarkasing, un consulente ambientale ed ex membro del parlamento delle isole Mauritius.

AP/AP
La nave Wakashio e la macchia nera viste dall'alto.AP/AP

Ci sono le balene!

"Ma è in quell'area che le balene partoriscono e nutrono i loro piccoli", ha detto Dowarkasing. "L'effetto della nave affondata potrebbe influire negativamente su quell'area critica. Quindi l'impatto ambientale di questo piano dovrebbe essere pienamente considerato".

Il governo delle Mauritius ha chiuso la zona costiera della parte orientale dell'isola, dove migliaia di volontari civili hanno lavorato per giorni per cercare di ridurre i danni alla laguna di Mahebourg e proteggere le zone umide marine inquinate dal carburante fuoriuscito.

Uno sforzo "globale" di pulizia

Anche esperti di Francia, Giappone, India e Nazioni Unite sono coinvolti nei lavori di bonifica.

Il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, ha dichiarato che il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite ha stanziato 200.000 dollari per affrontare l'impatto immediato della fuoriuscita di carburante.

"L'Organizzazione marittima internazionale, il Programma per l'ambiente delle Nazioni Unite e l'ufficio umanitario delle Nazioni Unite hanno inviato esperti di fuoriuscite di petrolio a sostegno del governo", ha aggiunto Dujarric.
"E le agenzie delle Nazioni Unite stanno anche sostenendo la risposta della sanità pubblica, valutando i rischi per le comunità, fornendo indagini forensi e supporto legale, e utilizzando le immagini e le analisi satellitari delle Nazioni Unite per aiutare con la mappatura a distanza".

Un grave danno per il turismo

Dopo che il governo ha dichiarato l'emergenza ambientale, migliaia di volontari si sono precipitati a riva per creare barriere petrolifere di fortuna, ricavate da tessuto imbottito di foglie di canna da zucchero e persino da capelli umani, con bottiglie di plastica vuote per tenerle a galla.

Le isole Mauritius, che contano circa 1,3 milioni di abitanti, dipendono fortemente dal turismo e hnno già subito un duro colpo a causa delle restrizioni di viaggio durante la pandemia di Coronavirus.

Sumeet Mudhoo/AP
Cielo e marte turchesi, alle Mauritius.Sumeet Mudhoo/AP