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Presidenziali in Bielorussia: la candidata dell'opposizione Tikhanovskaya "al sicuro" in Lituania

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Svetlana Tikhanovskaya, la sfidante di Lukashenko
Svetlana Tikhanovskaya, la sfidante di Lukashenko   -   Diritti d'autore  Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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All'uscita del seggio aveva detto di non temere per la sua incolumità, ma a 36 ore dal voto la candidata dell'opposizione in Bielorussia, Svetlana Tikhanovskaya, si è decisa a riparare in Lituania. "È arrivata ed è al sicuro", hanno detto dal ministero degli Esteri lituano, mentre le proteste contro la vittoria del presidente Lukashenko, eletto per un sesto mandato, sono state disperse dalla polizia per la seconda notte di fila.

Su Youtube è apparso un video messaggio in cui Tikhanovskaya ha confermato la partenza dal paese, sottolineando come questa sia stata una decisione indipendente.

"Ho preso questa decisione in modo assolutamente indipendente. Né gli amici, né i parenti, né iil mio staff per la campagna elettorale, né Sergei (Tikhanovsky, suo coniuge) potevano semplicemente influenzarla in alcun modo", le parole di Tikhanovskaya.

"So che molti mi capiranno, molti mi condanneranno e molti mi odieranno. Dio non voglia affrontare la scelta che ho dovuto affrontare. Gente, abbiate cura di voi, per favore. Non vale la pena di perdere nessuna vita per quello che sta succedendo adesso. I bambini sono la cosa più importante nella nostra vita", ha aggiunto.

Svetlana Tikhanovskaya ha rifiutato di riconoscere i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali ed è andata a sporgere denuncia presso la Commissione elettorale centrale. Lì, trascorse diverse ore, ha lasciato l'edificio ed è scomparsa per poi riapparire in Lituania.

La Lituania, membro dell'Unione Europea e della NATO, era membro dell'Unione Sovietica. Spesso ha dato rifugio a figure dell'opposizione bielorussa e russa.

Da lunedì sera, non si sa dove si trovi esattamente Svetlana Tikhanovskaya, dopo aver passato tre ore alla Commissione elettorale per chiedere un riconteggio.

La candidata, principale rivale di Lukashenko e accreditata con circa il 10% dei voti dalla Commissione per le elezioni in Bielorussia, ha detto di considerarsi vittoriosa alle elezioni. Aveva deciso di non partecipare alle manifestazioni per evitare "provocazioni".

Cos'è successo: la repressione di Lukashenko

Il sesto mandato del presidente bielorusso Aleksander Lukashenko, in sella dal 1994, è nato nel segno del malcontento, sedato con la repressione e il pugno di ferro. Il voto alle presidenziali ha generato la più grande protesta di piazza in Bielorussia da anni.

Vedere le immagini degli scontri a Minsk dopo l'annuncio della vittoria del presidente uscente è un po' difficile, perché i siti di informazione indipendente, in particolare quelli online, sono stati bloccati. Non prima di riuscire a diffondere qualche immagine: disordini, momenti di tensione, le forze di sicurezza che usano proiettili di gomma, idranti e granate stordenti per disperdere i cortei.

SERGEI GAPON/AFP or licensors
Un manifestante manganellato dalle forze di PoliziaSERGEI GAPON/AFP or licensors

La polizia ha effettuato circa 200 arresti secondo le osservazioni di Viasna human rights centre, 3 mila secondo il ministero dell'Interno. Le autorità hanno anche negato che un manifestante sia stato travolto e ucciso da un mezzo della polizia durante le proteste.

Secondo i funzionari, ci sarebbero solamente 89 feriti, tra cui 39 agenti delle forze dell'ordine.

SIARHEI LESKIEC/AFP or licensors
Polizia schierata a MinskSIARHEI LESKIEC/AFP or licensors

L'avversaria dell'inossidabile Lukashenko non crede ai risultati dello spoglio. Svetlana Tikhanovskaia sostiene di avere informazioni totalmente opposte a quelle ufficiali e ai risultati dichiarati del ballottaggio di domenica, che ha visto il presidente in carica conquistare oltre l'80% dei voti. "Le autorità dovrebbero pensare a come consegnarci pacificamente il potere. Finora hanno risposto solo con la violenza contro pacifici cittadini bielorussi": ribadisce Tikhanovskaya

La pericolosa reazione del rieletto presidente

"Ho avvertito che qui non ci saranno rivoluzioni in stile Maidan, non importa quanto le si voglia. Pertanto, dovreste calmarvi. In caso contrario la risposta sarà adeguata. Non lasceremo che il paese venga distrutto" ha detto in pieno relax estivo Lukashenko.

La determinazione degli oppositori

I sostenitori dell'opposizione parlano esplicitamente di brogli, sostengono che i risultati siano stati truccati per consentire al 65enne Lukashenko di sedimentarsi al potere. L'agenzia statale Belta parla di una vittoria a valanga con l'80.23% delle preferenze.

L'ex maestra Svetlana Tikhanovskaia, che Euronews ha intervistato in esclusiva, avrebbe ricevuto appena il 9.9%. L'affluenza è stata del 79% alle 18 di domenica scorsa - un'ora prima della chiusura delle urne.

L'opposizione non riconosce l'esito del voto e annuncia riconteggio

"Non riconosciamo questi risultati" ha detto la 37enne Tikhanovskaia, che ha annunciato un riconteggio indipendente da parte del suo staff.

La principale candidata dell'opposizione ha subito forti pressioni durante il fine settimana, quando alcuni membri del suo staff sono stati arrestati e uno dei suoi principali consulenti è fuggito dal Paese. Per paura, aveva mandato i suoi figli nell'Unione europea visto che le autorità bielorusse hanno minacciato i detrattori del governo in carica di portar via i loro figli.

"Secondo i dati che riceviamo dai distretti, abbiamo vinto, e questo corrisponde a quanto abbiamo visto con i nostri occhi ai seggi elettorali", ha continuato Tikhanovskaia. "Credo ai miei occhi piuttosto che ai dati della Commissione elettorale centrale".

Lukashenko ha definito le elezioni "un'occasione di festa" e ha accusato l'opposizione di fare di tutto per rovinarle.

Nei tweet di Amnesty: "Questo filmato di #Minsk, #Belarus sembra tristemente confermare la violenza contro cui abbiamo messo in guardia. Video: @tutby. Firma la petizione per proteggere i manifestanti pacifici di #Belarus. Questo è importante ora più che mai".

Le proteste sono divampate soprattutto a Minsk, ma i manifestanti sono scesi in piazza anche nelle città di Brest, Gomel, Grodno e Vitebsk.

Soprannominato "l'ultimo dittatore d'Europa", Lukashenko aveva già avvertito l'opposizione durante il fine settimana che, in caso di provocazioni, avrebbero risposto di conseguenza.

Secondo Andrei Vardomatski, sociologo, professore e analista bielorusso della Warsaw University, "c'è una dissonanza cognitiva ed emotiva tra la sensazione di una reale quantità di voci [critiche] e i risultati ufficiali delle elezioni, a cui nessuno crede. La quantità di manifestanti nei centri regionali è relativamente uguale a quella della capitale, Minsk. Non lo è mai stata prima", afferma intervistato da Euronews.

"Questo è il punto principale. La domanda da farsi invece è quella sulla sfida alle autorità: avranno abbastanza forze per schiacciare questa protesta?"

Pavel Konoplyanik, un contestatore di 23 anni che ha accompagnato il suo amico all'ospedale n. 10 di Minsk, ha detto: "Era una protesta pacifica, non stavamo usando la forza".

Sia lui che l'amico sono stati feriti. Pavel è stato colpito da frammenti di granate lanciate dalla polizia, l'amico ha un frammento di plastica di granata "Nessuno crederà ai risultati ufficiali del voto, ci hanno derubato della vittoria".

Il 23enne ha detto di non aver voluto finora lasciare il proprio Paese, ma pensa che ora forse non ci sia altra scelta.

Una lunga storia di repressione del dissenso

La Bielorussia ha una lunga storia di repressione violenta del dissenso: dopo le elezioni del 2010, la polizia ha usato la forza contro i manifestanti e sono stati arrestati sei dei candidati.

Tikhanovskaia domencia aveva chiesto una notte "pacifica" proprio per evitare di offrire pretesti alle autorità.

L'ex insegnante di inglese non ha alcuna esperienza in politica, ma è riuscita a unire i gruppi dell'opposizione sotto la sua egida radunando decine di migliaia di persone ai suoi comizi.

Altri due, Viktor Babariko e Valery Tsepkalo, si sono visti respingere la candidatura.

Babariko è a capo di una banca di proprietà russa ed è stato incarcerato per accuse che, a suo dire, sono di natura politica; Tsepkalo è un imprenditore ed ex ambasciatore negli Stati Uniti, fuggito in Russia con i suoi figli per timore di essere arrestato.

La moglie di Tsepkalo, Veronika, è rimasta nel Paese ed è diventata un membro di spicco della campagna presidenziale di Tikhanovskaia; anche lei però è fuggita dal Paese domenica scorsa temendo per la sua incolumità.

Brogli e arresto di osservatori

Otto membri dello staff di Tikhanovskaia sono stati arrestati durante il fine settimana.

Honest People, un'associazione indipendente che monitora le elezioni in Bielorussia, ha segnalato almeno 5.096 violazioni durante il voto. Ha messo in discussione i dati sull'affluenza alle urne riportate dalla commissione elettorale e ha riferito dell'arresto di circa 70 osservatori.

Tuttavia, nostante il dissenso tra le strade di tutta la Bielorussia (Paese da 9,5 milioni di abitanti), sono ancora in tanti i cittadini che esprimono il loro sostegno al leader Lukashenko.

Il pensionato Igor Rozhov lo definisce un "politico esperto", "meglio di una casalinga che è apparsa dal nulla e ha intorbidito le acque".

"Abbiamo bisogno di una mano forte che non permetta rivolte", ha aggiunto.

La reazione della comunità internazionale

Le istituzioni europee hanno esortato le autorità bielorusse ad aderire agli standard della democrazia e a rispettare i diritti civili.

Il ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevicius, ha detto lunedì all'agenzia di stampa BNS che "è difficile definire queste elezioni trasparenti, democratiche e libere, purtroppo".

Il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert ha definito le segnalazioni di irregolarità elettorali "sistematiche" e "credibil". Il governo tedesco, ha aggiunto, dubita del risultato annunciato dalle autorità bielorusse.

"È ovvio che gli standard minimi per le elezioni democratiche non sono stati rispettati nelle elezioni presidenziali", le parole di Seibert.

L'Unione europea studierà una risposta comune appropriata, ha segnalato il portavoce tedesco.

Il ministero degli Esteri polacco lunedì ha condannato "la dura reazione delle forze dell'ordine, l'uso della forza contro i manifestanti pacifici e gli arresti arbitrari", definendoli "inaccettabili".

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha invitato i leader dell'Unione europea a convocare un vertice straordinario per discutere della Bielorussia, dicendo che il blocco dei 27 dovrebbe sostenere le aspirazioni democratiche della popolazione bielorussa.

Diversi leader mondiali, nel frattempo, si sono congratulati con Lukashenko per la sua vittoria.

Il leader cinese Xi Jinping è stato il primo: "la Bielorussia otterrà certamente nuovi brillanti successi nella costruzione dello Stato", le sue dichiarazioni.

Gli hanno fatto seguito il presidente russo Vladimir Putin, il presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev e il leader dell'Azerbaigian, Ilkham Aliyev.

I risultati delle elezioni "manifestano il sostegno popolare" al governo di Lukashenko, ha detto Tokayev.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha preso posizione su Facebook: "è ovvio che non tutti nel paese sono d'accordo con i risultati preliminari delle elezioni annunciati. E, come sappiamo, qualsiasi legittimità deriva esclusivamente dalla fiducia pubblica". Zelenskiy ha esortato il governo della Bielorussia ad astenersi da violenze e ha chiesto un dialogo con l'opposizione.

L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), le cui valutazioni sulle elezioni sono considerate tra le più autorevoli, non è stata invitata ad inviare osservatori. È dal 1995 che l'Osce boccia le elezioni bielorusse, che non rispettano gli standard democratici.