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Bielorussia, la contromossa del team elettorale degli avversari di Lukashenko

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Di Cecilia Cacciotto
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Bielorussia, la contromossa del team elettorale degli avversari di Lukashenko
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Tra le proteste e una nuova consapevolezza civica in Bielorussia, le proteste continuano infatti, la Commissione elettorale ha escluso dalle presidenziali del nove agosto due candidati, i maggiori concorrenti del presidente Alexander Lukashenko che corre per un sesto mandato dopo aver governato il Paese per oltre 25 anni.

Respinta la candidatura di Valery Tsepkalo e Viktor Babariko, quest'ultimo banchiere che aveva dalla sua il sostegno di 400 mila firma. Il motivo ufficiale è che non avrebbe dichiarato alcuni dei propri beni offshore.Babariko in realtà è in carcere dallo scorso giugno, per riciclaggio di denaro, evasione fiscale e corruzione, un arresto dal profumo politico per molti.

E comunque il team elettorale di Babariko presenterà ricorso, l'annuncio è stato fatto da Maria Kolesnikova.

"Presenteremo denuncia per la violazione della legge elettorale in Bielorussia. Chiediamo una revisione della decisione della Commissione elettorale centrale e la registrazione di Viktor Babariko e Valery Tsepkalo".

Arresti

Pronta la reazione dei cittadini. Migliaia di persone sono sono scese in piazza a Minsk per protestare contro la decisione delle autorità di respingere le due candidature, considerati i principali rivali del presidente Aleksandr Lukashenko alle elezioni del prossimo 9 agosto. Secondo il ministero dell'Interno bielorusso, sono state fermate oltre 250 persone. Il centro per i diritti umani Vesna sostiene che i fermati siano oltre 300.

Già a fine maggio a Minsk c’è stata una grande manifestazione di protesta, organizzata dalle opposizioni per denunciare il governo autoritario del presidente e la repressione delle voci antigovernative e dei mezzi di informazione indipendenti.

Centinaia di persone hanno manifestato indossando peraltro le mascherine in sfida al governo che ha minimizzato la portata della pandemia.

Nelle settimane successive ci sono stati altri cortei e altri raduni, pesantemente repressi. Decine di attivisti sono stati fermati dalla polizia e due oppositori molto conosciuti, Sergei Tikhanovsky, un blogger, e Mikola Statkevitch, che aveva già sfidato Alexander Lukashenko alle presidenziali del 2010.

Ultima dittatura d'Europa

La Bielorussia è definita ultima dittatura d'Europa, Alexander Lukashenko è in carica dal 1994, da allora ha vinto tutte le elezioni. Ora cerca un sesto mandato.

La gestione della crisi covid non l'ha aiutato, il presidente ha più volte negato la gravità del Covid, parlando di “psicosi di massa” e consigliando ai cittadini bielorussi di farsi una sauna “due o tre volte a settimana”, ha sostenuto che l virus non sopravvivesse alle alte temperature, ha consigliato a tutti di “lavarsi le mani più spesso, fare colazione in orario, pranzare e cenare”, dichiarando anche che il virus sarebbe sparito del tutto entro Pasqua, che nel calendario ortodosso quest’anno si è celebrata il 19 aprile.

Lukashenko, che ha 65 anni, ha ancora un forte controllo sul Paese ma non solo è riuscito dal 1994 a oggi a migliorare le relazioni con l’Unione europea e gli Stati Uniti, gestendo brillantemente la dipendenza economica dal governo di Mosca.

E i rapporti tra Est e Ovet, Russia da un lato e Unione europea e Stati Uniti dall'altro sono stati scanditi secondo tempi sapienti dal dittatore, che sa quanto importante sia la Bielorussia per l'equilibrio geostrategico tra i due blocchi del mondo.

Dopo le repressioni contro gli oppositori politici in occasione delle elezioni del 2006 e del 2010, l’Unione europea ha imposto alla Bielorussia delle sanzioni, rimosse a partire dal 2016. Negli ultimi due anni le relazioni sono migliorate e a novembre Lukashenko ha visitato ufficialmente l’Austria.

Anche le relazioni con gli Stati Uniti sono migliorate tanto che los corso febbraio il segretario di Stato americano Mike Pompeo si è recato a Minsk dove ha incontrato Lukashenko. Si è trattato della prima visita di un alto funzionario statunitense da 26 anni a questa parte, Pompeo si era impegnato ad aiutare il paese a ridurre la sua dipendenza dal petrolio russo.

Lo storico alleato russo però non viene trascurato, tanto che la scorsa settimana Lukashenko si è recato in Russia per commemorare con Vladimir Putin una serie di battaglie della Seconda guerra mondiale un modo per sottolineare l'importanza strategica della Bielorussia per Mosca.