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Duda spacca la Polonia e vince

Duda spacca la Polonia e vince
Diritti d'autore  AFP
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La Polonia è spaccata in due, ma l'ultraconservatore Andzrej Duda ce l'ha fatta a restare al potere. Dopo una campagna elettorale giocata all'attacco, schierando sul campo la tv di stato, i media filogovernativi e le reti sociali, il presidente uscente è uscito dal ballottaggio più avanti di un soffio sullo sfidante Rafal Trzaskovski.

Andrzej Duda dunque resta l'inquilino del primo palazzo di Varsavia per altri cinque anni, ma la Polonia che si trova davanti è più divisa che mai. E le linee di frattura sono tante: dal rapporto con Bruxelles ai diritti delle coppie omosessuali, dal ruolo della chiesa alle differenze socioeconomiche tra aree rurali e aree urbane, dice Darren McCaffrey, di Euronews.

Per Wojciech Przybylski, caporedattore di "Visegrad Insight", le cose non resteranno uguali a se stesse. "Duda avrà il pieno dominio della scena politica polacca per almeno tre anni, che userà per spingere riforme della Giustizia, riforme sui media, per ridimensionare le autorità indipendenti, indebolire gli enti locali e i gruppi della società civile. Per questo non direi che tutto è rimasto com'era: assisteremo ad una forte accelerazione delle tendenze viste finora".

Sul rapporto con l'Europa d'altra parte, le controversie non mancano, come ricorda Piotr Maciej Kaczyński, politologo. "Ci sono tre temi caldi. Il primo è la questione dello Stato di diritto, ed è fondamentale per il futuro del paese nell'Unione europea. La seconda riguarda il cambiamento climatico e la transizione energetica. La terza ha a che fare con il nuovo scenario post-Covid. La Polonia non ha subito un impatto troppo duro a livello economico, e questo renderà difficile il dialogo con chi ha vissuto grossi problemi".

Lo scontro elettorale lascerà il segno, ben al di là dell'apparente conferma dell'esistente. Per questo gli osservatori si aspettano conseguenze di lungo periodo sulla politica polacca.