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Jean Castex, asso nella manica di Emmanuel Macron?

Jean Castex, asso nella manica di Emmanuel Macron?
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Il neo premier francese Jean Castex in queste ore rende nota la sua lista di ministri e già si sollevano gli interrogativo. Sarà un fedele esecutore dei progetti del presidente Emmanuel Macron o cercherà du avere vita politica propria? La cosa, come si è visto, è costata cara al dimissionario Edouard Philippe che si è ritirato nel suo feudo elettorale di le Havre, lontano da quella specie di porto delle nebbie che era diventata Parigi.

Il cambio era stato ampiamente anticipato. Macron, dopo la batosta alle amministrative, deve cercare di riconquistare gli elettori, anche se la "scoppola" è arrivata a tre mesi dal prinmo turno in una Francia prostrata dal coronavirus e dalla crisi. Macron punta a riprendersi l'elettorato di sinistra e lo fa tornando alle questioni sociali e verdi.

La Francia, come altri paesi, deve affrontare una sfida monumentale nella lotta alla pandemia di coronavirus e alla sua catastrofica ricaduta economica, che dovrebbe peggiorare nei prossimi mesi.

Le politiche dei primi tre anni in carica di Macron sono state in gran parte viste come più in sintonia con la destra, e la popolarità del governo e del presidente stesso è precipitata anche se va detto che il crollo investe tutti i partiti. Il 60% di astensione e la scomparsa di artiti come quello di Marine Le Pen in centri importanti come Lione lo dimostra. la gente della politica tradizionale non si fida più.

Le elezioni locali hanno visto il movimento del presidente "La République en Marche" (LREM) subire pesanti sconfitte, non riuscendo a catturare grandi città e subendo una disfatta in alcuni luoghi.

Così tanti hanno reagito con sorpresa alla sua sostituzione come primo ministro di una figura di destra politica con ... un'altra figura di destra politica, Jean Castex.

Secondo i critici di macron il nuoo premier solo un 'Edouard Philippe senza barba' ovvero un uomo preveniente dalla stessa famiglia politica.

La meteorica ascesa al potere di Macron ha visto il suo giovane movimento esplodere proprio mentre l'establishment politico a sinistra come a destra scompariva, e il nuovo presidente ha attirato a sé i migliori di ambo gli schieramenti.

Jean Castex sarà semplicemente un "clone" del premier uscente, dicono i critici, "Edouard Philippe senza barba".

Ma a meno di due anni dalla fine del mandato, ci sono segni che il trasferimento a Matignon del sindaco dai Pirenei potrebbe essere un atto politico accorto.

Nonostante i suoi problemi, Emmanuel Macron ha avuto un certo successo nella prima metà della sua presidenza nel corteggiare il tradizionale centro-destra in Francia. La nomina di Castex sembra certamente aver scalfito i suoi ex alleati dal partito "Les Républicains", la cui leadership lo ha rapidamente rinnegato. I repubblicani infatti, dopo lo scandalo Fillon erano e sono alla disperata ricerca di un nuovo Sarkorzy che li possa condurre a sfidare il presidente uscente e cancellare l'onta di essere stati superati da Marine Le Pen. E anche da quelle parti non se la passano benissimo.

Ma cosa si sa del nuovo premier? Castex viene definito una specie fdi formica operaia, conosciuto e rispettao sul territorio a Prades, la città dei "Pirenei orientali" dove è sindaco dal 2008.

Questo potrebbe andare a vantaggio del movimento di Macron, che ha avuto difficoltà a mettere radici in tutto il paese. Considerato piuttosto un eepserimento di laboratorio, troppo elirario e mai veramente compreso soprattutto senza radici nella Francia profonda.

Il nuovo primo ministro ha però esperienza anche nell'amministrazione sia a livello locale che nazionale.

All'ex primo ministro, che tornerà nel suo feudo di Le Havre dove è stato nuovamente eletto sindaco, è stato anche offerto il ruolo di coordinatore del gruppo governativo LREM in parlamento, dove ha subito attacchi durissimi e ha perso maggioranza generale in primavera. Che Macron soffrisse la popolarità e il protagonismo dell'ex premier è indubbio. Che però i due non siano giunti a un accordo utile a entrambi sembra sempre piû chiaro.

Obiettivo 2022

Emmanuel Macron non è stato particolarmente popolare nemmeno nel 2017, la portata della sua vittoria amplificata dal sistema elettorale e l'ostilità degli elettori nei confronti del suo rivale in fuga Marine Le Pen.

Macron può invece aver fatto un calcolo utilitaristico con la sua scelta di un nuovo primo ministro avrebbe potuto calcolare guadagnare poco - e perdere molto a destra - nel tentativo di placare i suoi detrattori a sinistra.

Ma le manovre politiche sono una cosa, affrontare efficacemente i colossali problemi domestici e globali di oggi è un'altra.

I detrattori aspettano Castex & Macron al varco. Le critiche si sprecano

Il presidente ha promesso di esaminare tutte le raccomandazioni del Consiglio per il clima dei cittadini, incaricato di elaborare soluzioni concrete sulla scia del movimento "Gilets Jaunes" ("Gilet gialli").

"È giunto il momento di agire", ha detto Macron all'inizio di questa settimana mentre delineava la sua agenda verde. Gli elettori francesi cercheranno di costringerlo a rispettare la parola data.