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Algeria: la Francia restituisce i resti di 24 resistenti

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Un momento della cerimonia ad Algeri
Un momento della cerimonia ad Algeri   -   Diritti d'autore  Toufik Doudou/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Era il 5 luglio 1962, dopo anni di guerra con la Francia l'Algeria conquistava l'indipendenza. Questo weekend, 58 anni dopo, l'anniversario è marcato con la restituzione al Paese africano, da parte della Francia, dei resti di 24 resistenti, decapitati durante la conquista coloniale.

Il gesto di Parigi si inserisce nell'ambito di una diffusa riflessione sul colonialismo innescata dalla morte di George Floyd; "un gesto di amicizia per conciliare i ricordi", ha scritto l'Eliseo. Non poprio le scuse che l'Algeria vorrebbe e che, in un'ottica di riconciliazione, anche Michelle Bachelet, delegata per i diritti umani delle Nazioni Unite, invita a porgere.

I resti, dei teschi, erano conservati come trofeo di guerra al Musée de l'homme di Parigi, venerdì sono rientrati Algeri dove, con una cerimonia ufficiale, sono stati interrati al cimitero di El Alia.

Prima, ha sottolineato in una dichiarazione il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, era stati privati del loro "umano e naturale diritto alla sepoltura, per oltre 170 anni".