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L'Europa grida "I can't breath" contro il razzismo

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L'Europa grida "I can't breath" contro il razzismo
Diritti d'autore  Roberto Monaldo/LaPresse via AP
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Da Roma a Copenhagen, da Madrid a Budapest. Per il secondo giorno consecutivo migliaia di residenti in Europa si uniscono alla protesta globale contro il razzismo e la violenza della polizia negli Stati Uniti.

Il grido I can't breath, non posso respirare si leva forte da Roma, una delle capitali che fa registrare più presenze, mentre a Barcellona sono state le comunità africane, non aiutate dalla pioggia a portare 300 persone in strada.

A Madrid lo slogan scelto dai manifestanti all'esterno dell'ambasciata USA è io sono umano e tu? Le autorità avevano autorizzato la concentrazione per un massimo di 200 persone ma l'appello sui social network ha avuto un grande seguito.

Credono in un altro mondo i 15mila scesi in piazza a Copenhagen. Il corteo danese è partito anche in questo caso dall'ambasciata statunitense e si è poi diretto verso la vede del parlamento.

Piazza Del Popolo lancia messaggio, ora ius soli

Ius soli subito, lo prevede la Costituzione italiana. È il messaggio che la piazza del Popolo lancia in modo molto forte alla politica. Tra le migliaia di ragazzi che stanno manifestando contro il razzismo, a favore della campagna Black lives matter, tantissimi sono di carnagione scura, spesso figli di coppie miste, nati a Roma, italianissimi ma ancora con meno diritti dei loro compagni di scuola.

E sono loro che applaudono con piu' vigore ogni intervento che chiede proprio diritti per i migranti e i loro familiari.