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Un salario minimo per combattere la crisi economica

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Un salario minimo per combattere la crisi economica
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Cassieri, commessi e fattorini: sono loro ad aver continuato a lavorare durante la quarantena, molti con salari bassi. La pandemia ha messo in luce le crescenti disparità salariali e la povertà tra i lavoratori.

Mercoledì la Commissione europea ha iniziato a consultare le parti sociali per garantire ai lavoratori europei un salario minimo. Una misura che ora è necessaria anche per la ripresa economica, sottolina Esther Lynch, vice segretario generale della federazione europea dei sindacati.

“Dobbiamo aumentare la domanda per uscire dalla crisi generata dal Coronavirus e come possiamo farlo? Facciamo in modo che le persone abbiano denaro da spendere. Le persone a basso reddito sono quelle a spendere spesso tutto il loro salario. Quindi in questo modo gli Stati membri e l'UE possono assicurarsi di far circolare l'economia e fare in modo che le persone siano in grado di spendere".

La consultazione arriva dopo che la Spagna ha approvato l’aumento del salario minimo. Tuttavia, la Commissione non intende creare un salario minimo europeo per tutti i paesi europei. Vuole piuttosto indicare una serie di condizioni che gli Stati membri devono applicare per determinare il loro salario minimo.

Attualmente l’ammontare del salario minimo varia molto in Europa: da 286 euro in Bulgaria a quasi 2.000 euro in Lussemburgo.

Ad opporsi a questa iniziativa europea sono i paesi scandinavi, dove reddito minimo è il risultato della contrattazione collettiva.

“Quando si tocca qualcosa che funziona bene in alcuni Stati membri c'è il timore che il regolatore europeo abbasserà gli standard, ma non è così- spiega Yana Toom, eurodeputata estone e responsabile delle politiche salariali.- Stiamo parlando di standard minimi non massimi. Quindi, se un datore vuole pagare i lavoratori il 70% del salario medio è una scelta sua, ma sarebbe buono che li passe non meno del 60%”.

La Commissione sta valutando se introdurre o meno una legislazione vincolante per garantire che gli Stati membri applichino le norme.

"Non ha senso continuare a formulare raccomandazioni che nessuno implementa. Abbiamo bisogno che queste misure siano vincolanti ed è assolutamente chiaro che il salario minimo deve garantire alle persone condizioni di lavoro almeno decenti".

La consultazione durerà fino al 4 settembre ma, a causa del rallentamento delle attività istituzionali europee, ci vorrà molto tempo prima che le norme sul salario minimo possano vedere la luce.