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Covid-19, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio: la Svizzera non riapre all'Italia

Il valico di Ponte Tresa
Il valico di Ponte Tresa   -   Diritti d'autore  KARL MATHIS/AP
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Condividono tanto Italia e Svizzera: un lungo confine tra le Alpi, una fitta rete di relazioni commerciali che fa dell'Italia il secondo partner della Confederazione elvetica e della Svizzera l'ottavo maggior investitore in Italia.
C'è di più: oltre confine vivono circa 320.000 cittadini italiani, che rappresentano la più grande comunità straniera nel paese, i frontalieri sono oltre 73.000 e l'italiano è una delle quattro lingue ufficiali della Confederazione elvetica.
Un legame importante, messo a dura prova dall'emergenza sanitaria legata a Covid-19 e dalle misure di restrizione alla libera circolazione poste per arginare il contagio.

La Svizzera non riapre le frontiere con l'Italia il 3 giugno

Dal 3 giugno l'Italia riapre le frontiere: sarà possibile entrare in territorio italiano dai Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen compresi Svizzera e Monaco.
Per chi varcherà i confini non sarà più prevista la quarantena obbligatoria con isolamento di 14 giorni.
Secondo il Consiglio federale elvetico, la data del 3 giugno fissata da Roma è però troppo ravvicinata. "L'Italia ha adottato una decisione sovrana che rispettiamo, ma propendiamo - come gli altri Paesi limitrofi per un'apertura coordinata e progressiva", ha detto la consigliera federale Karin Keller-Sutter.
Viene invece confermata l'abolizione dei controlli alle frontiere con Austria, Germania e Francia dal 15 giugno.

Le novità dall'8 giugno

Dall’8 giugno, saranno nuovamente esaminate le richieste di permessi di lavoro di persone residenti in Paesi dell’Unione europea e dell’area di libero scambio. Domande che le autorità cantonali potevano già esaminare, ed accogliere preventivamente, a partire dall’11 maggio. Le aziende elvetiche, dall’8 giugno, potranno quindi assumere nuovamente lavoratori specializzati dai paesi terzi in mancanza di mano d’opera qualificata sul proprio territorio.
Via libera anche agli studenti stranieri iscritti a scuole o corsi universitari svizzeri.
Dopo un primo allentamento l’11 maggio, dall’8 giugno tutte le persone domiciliate in Svizzera potranno riabbracciare i propri cari, ha spiegato Keller-Sutter. Per tutte le persone titolari di un permesso di domicilio, di dimora o di soggiorno di breve durata nonché per le persone ammesse provvisoriamente sarà di nuovo possibile, alle condizioni usuali, il ricongiungimento familiare.

La data indicativa per il ripristino della libera circolazione delle persone con i Paesi dell’Unione europea che Berna vorrebbe concordare con Bruxelles è il 6 luglio.

"Possibili controlli sanitari al confine"

Al vaglio ci sono possibili provvedimenti sanitari al confine, quali la misurazione della temperatura, certificati sanitari o periodi di quarantena: "Vogliamo impedire che, in Ticino soprattutto, ci sia una mobilità eccessiva. Vedremo il 3 giugno come sarà la situazione e capiremo come muoverci. Finché i confini svizzeri son chiusi sconsigliamo comunque di viaggiare in Italia", ha aggiunto la consigliera Keller-Sutter.

Si può transitare attraverso Italia o Svizzera?

Italia e Svizzera consentono di viaggiare attraverso le loro frontiere per raggiungere una destinazione all'estero, nel rispetto di precisi protocolli e per gli scopi indicati dalla legge (Dpcm 26 aprile per l'Italia e Ordinanza Covid 2 per la Svizzera).
In ogni caso, nei scorsi giorni, la Commissione europea ha invitato i Paesi aderenti alla Convenzione di Schengen a mantenere le attuali restrizioni alla libera circolazione almeno fino al 15 giugno.

Cosa si può fare e cosa no, da giugno, in Svizzera

Dal 6 giugno in poi sono consentiti raduni fino a 300 persone. A seguire, potranno riaprire gli impianti di risalita, i campeggi, i giardini zoologici, le piscine, le sale cinematografiche e i teatri, a condizione che abbiano un concetto di protezione.

La distanza di due metri rimane in vigore, ad esempio tra tavoli al ristorante. Nei locali, più di quattro persone saranno autorizzate a sedersi allo stesso tavolo. Il 24 giugno il governo deciderà quando saranno nuovamente consentiti eventi con un massimo di 1000 persone. I grandi eventi sono vietati almeno fino alla fine di agosto.
La "situazione straordinaria", dichiarata il 16 marzo, associata alla legge di emergenza, terminerà il 19 giugno.