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Italia: caos scuola, il rischio dell'insegnamento a due velocità

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A girls makes a drawing reading "Everything is going to be alright", as part of school homeworks
A girls makes a drawing reading "Everything is going to be alright", as part of school homeworks   -   Diritti d'autore  MARCO BERTORELLO/AFP or licensors
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La scuola a distanza è la scuola d'emergenza. Insegnanti, studenti, genitori e bambini sono scesi in piazza in diverse città italiane per chiedere che da settembre si "torni tutti in classe".

La protesta arriva alla vigilia della seduta della commissione Istruzione del Senato sulla conclusione e l'avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato.

L'altro nodo scuola è il concorso straordinario per 25mila nuovi insegnanti per i precari da almeno tre anni con il governo chiamato a trovare una mediazione nella maggioranza. La paura dei genitori è lasciare indietro chi non può permettersi lezioni private. Compaiano anche le prime pubblicità delle scuole private con gli slogan: pochi iscritti e grandi spazi.

Conte media su nodo scuola

Sono ore decisive per una possibile intesa sul nodo scuola. Giuseppe Conte lavora sotterraneamente alla mediazione in vista del vertice che il capo del governo vuole sia risolutivo. Vertice che, secondo alcune fonti di governo, potrebbe tenersi nella giornata di domani. A frenare la mediazione però è il clima di nuova tensione che sembra emergere tra Pd e M5S. Tanti i fronti di possibile scontro tornati a galla, da Atlantia al codice appalti, fino alla possibile ricandidatura di Virginia Raggi a sindaco di Roma. Sul nodo della scuola - in particolare del concorso straordinario per 25mila nuovi insegnanti per i precari da almeno tre anni - le parti restano distanti. La linea del M5S è definita come "ferma", quella del Pd è chiaramente fotografata dagli emendamenti presentati al decreti. "Per noi bisogna valorizzare immediatamente il patrimonio di conoscenze dei precari ed inserire il primo settembre 40.000 insegnanti, non rinunciando al merito ed alla selezione con una prova vera a fine anno scolastico", spiega il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci tornando a bocciare il quiz a crocette che vuole il Movimento e aspettando una "giusta mediazione" da Conte.

Sulla linea del M5S c'è Iv mentre i Dem fanno asse con Leu e trovano una sponda anche in FI. "Sarebbe meglio destinare tempo all'organizzazione del nuovo anno scolastico in totale sicurezza, si riconosca il giusto merito a questi docenti rimasti troppo a lungo precari", sottolinea la vice capogruppo al Senato, Licia Ronzulli. L'impressione, insomma, è che il Movimento sarà costretto ad una mediazione.

Landini: "non diventi emergenza; decidere ora come aprire"

"Non giriamoci intorno, non esiste l'insegnamento scolastico a distanza. La scuola è per sua natura un'esperienza sociale collettiva. Va bene usare il digitale, va bene nell'emergenza la lezione online, ma se vogliamo che le scuole riaprano in sicurezza a settembre dobbiamo decidere adesso come farlo e senza perdere tempo". Lo ha affermato il leader della Cgil, Maurizio Landini, in un'intervista a La Repubblica. Il sindacato, dunque, a fianco di genitori e alunni che in tutta Italia hanno chiesto ieri di ritornare sui banchi di scuola dopo l'estate. Il leader della Cgil dice di più: "Smettiamola di pensare che le fasi della vita siano distinte nettamente tra loro, che ci sia un tempo per lo studio e la formazione, poi un tempo del lavoro e, infine, quello del pensionamento. Dobbiamo pensare a un diritto alla formazione permanente, senza interruzioni.